Al Sigismondi di Nocera Umbra il convegno “Tra memoria e profezia. Don Milani e la Scuola di Barbiana”

Nei giorni scorsi, l’Aula Magna dell’Istituto “M. Sigismondi” di Nocera Umbra ha ospitato un evento di straordinario valore educativo e civile: il convegno “Tra memoria e profezia. Don Milani e la Scuola di Barbiana”, rivolto alle classi del triennio del Liceo delle Scienze Umane.Protagonista dell’incontro è stato Paolo Landi, ex allievo della Scuola di Barbiana e membro della Fondazione Don Lorenzo Milani, che ha condiviso con gli studenti la propria esperienza diretta accanto a una delle figure più emblematiche del Novecento educativo italiano. Un’occasione preziosa per attingere alla memoria viva di un testimone diretto e riflettere su un’idea di scuola ancora oggi profondamente attuale e, come emerso durante l’incontro, più complessa di quanto spesso si pensi. Ad aprire i lavori il Dirigente Scolastico Prof. Leano Garofoletti, che ha sottolineato l’importanza di offrire agli studenti momenti di confronto con esperienze capaci di intrecciare storia, impegno civile e formazione personale. A seguire, hanno portato i loro saluti l’On. Virginio Caparvi, Sindaco di Nocera Umbra, Annina Botta, Presidente Provinciale delle Acli di Perugia e Mariano Borgognoni, Direttore del periodico “Rocca”.Nel suo intervento, Paolo Landi ha definito Don Milani “un uomo graffiante”, capace di mettere in discussione l’esistente e di scuotere le coscienze. Ha raccontato con intensità la quotidianità della scuola di Barbiana, un luogo in cui l’insegnamento era prima di tutto responsabilità, giustizia e riscatto sociale. Le sue parole hanno restituito non solo l’immagine di un maestro fuori dagli schemi, ma anche le testimonianze profonde di un uomo e di un’idea di scuola che continua a interrogare e ispirare.L’incontro ha suscitato grande interesse tra le studentesse e gli studenti, che hanno partecipato con attenzione, entusiasmo e hanno rivolto numerose domande, dimostrando come la figura di Don Milani riesca ancora oggi a parlare alle nuove generazioni, stimolando interrogativi sul senso della scuola, della cultura e dell’impegno sociale.Un evento che ha saputo coniugare memoria storica e visione profetica, restituendo alla scuola il suo ruolo più alto: formare coscienze libere e pensanti