L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto (10 no dei gruppi di maggioranza – 6 sì dei gruppi di opposizione) la mozione di Enrico Melasecche (Lega) relativa a “Nodo di Perugia e impegno della Giunta regionale a superare le divergenze politiche interne e proseguire nella realizzazione dell’opera”.
Illustrando la mozione, Melasecche ha evidenziato che “il blocco o il rallentamento di opere infrastrutturali strategiche, avviate dalla precedente amministrazione regionale, rischia di compromettere lo sviluppo del territorio, con la perdita di risorse economiche importanti, tempi infiniti di realizzazione, minori servizi per i cittadini, minore sicurezza per automobilisti ed autotrasportatori e maggiore inquinamento di quei quartieri, una ridotta competitività del sistema produttivo umbro mentre i fondi che potremmo acquisire fondi vengono utilizzati dalle altre Regioni più dinamiche. Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha recentemente definito il Nodo di Perugia come ‘un’opera strategica non solo per l’Umbria, ma per l’intera Italia di mezzo”, esprimendo pieno sostegno alla realizzazione dell’opera nella sua interezza, includendo i tratti Collestrada – Madonna del Piano, Madonna del Piano – Ospedale regionale e Ospedale regionale – Corciano.
“La storia del Nodo parte dal 2000 – ha detto la presidente della Regione Proietti nel suo intervento in Aula – quando viene compreso nelle opere di interesse nazionale. Quindi ci sono 25 anni di mancato finanziamento dell’intera opera. Il Nodo non va ideologizzato, non è un’opera con un colore politico. L’ultimo progetto del Nodino ammonta a 482 milioni a fronte di soli 10 milioni disponibili per la progettazione. La Regione in passato ha espresso parere favorevole, incontrando il parere obbligatorio ma negativo del Comune di Torgiano. Da presidente della Provincia andai al Ministero per chiedere il finanziamento dell’intera opera. Aspettiamo che Anas porti a termine il progetto e i lavori delle rampe. Non c’è altro da decidere, servono i finanziamenti. Se arriveranno 500 milioni sapremo cosa fare”.
