Rigenerazione e sviluppo socio-economico: protocollo d’intesa Comune di Perugia-Confocommercio

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Accrescere l’attrattività complessiva della città, costituire i distretti del commercio, promuovere la rigenerazione sociale ed economica di singole aree, condividere dati su cui impostare le scelte strategiche, il
tutto perseguendo uno sviluppo locale sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale. Sono alcuni degli obiettivi definiti dal protocollo d’intesa sottoscritto oggi fra Comune di Perugia e Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Umbria. A illustrare i contenuti dell’accordo sono stati Andrea Stafisso, assessore allo sviluppo economico, e Michele Biselli, delegato di Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Umbria e presidente di Confcommercio Perugia. Hanno partecipato anche Giovanni Rubeca,
segretario di Confcommercio Perugia e comprensorio, Federico Fiorucci, vicedirettore di Confcommercio Umbria, e Paolo Mariotti, presidente del Consorzio Perugia in Centro. A monte dell’intesa c’è anche il progetto nazionale Cities (acronimo di Città Terziario Innovazione
Economia e Società), a cui aderisce Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Umbria, che, tra i suoi fini, ha quello di promuovere una nuova visione integrata della città, sostenendo politiche di rigenerazione urbana e
territoriale che migliorino l’ambiente urbano e la vita dei cittadini, favorendo iniziative per lo sviluppo delle economie locali e la crescita dei residenti in ambito urbano. L’intento primario è contrastare il fenomeno
della desertificazione residenziale e commerciale delle città e soprattutto dei centri storici. Gli stessi fini sono alla base del protocollo per la Rigenerazione Urbana rinnovato nel 2023 tra Confcommercio Imprese per
l’Italia e Anci nazionale per promuovere percorsi di analisi, sperimentazione e condivisione di strumenti e
politiche per il rilancio socio-economico delle città, facilitando la collaborazione tra gli attori locali coinvolti
nelle trasformazioni urbane. Da queste iniziative di livello nazionale è giunto dunque un ulteriore stimolo a rafforzare il dialogo tra
comuni e associazioni territoriali di Confcommercio al fine di sviluppare percorsi partecipati di rigenerazione urbana e rafforzare, per questa via, il tessuto economico urbano, la qualità urbana e la vivibilità
dei luoghi. Il Comune di Perugia, d’altro canto, ritiene prioritario il rilancio del centro urbano cittadino ed è aperto alla
costruzione di politiche sinergiche, come già emerso in occasione dell’incontro che si è svolto con i
rappresentanti di Confcommercio lo scorso marzo al Collegio della Mercanzia, alla presenza anche della
sindaca Vittoria Ferdinandi. “L’intesa odierna – commenta l’assessore Stafisso – consentirà di attivare
percorsi finalizzati a migliorare la vivibilità del centro urbano e dei suoi quartieri e ad accompagnare
l’evoluzione del commercio di prossimità, uno dei fattori che più incidono sulla qualità di vita dei cittadini.
Puntiamo alla definizione di un progetto globale di rivitalizzazione e di valorizzazione delle peculiarità e
potenzialità delle varie aree della città e a tal fine reputiamo necessario il coinvolgimento degli attori
economici e sociali del territorio. Il Comune dovrà senz’altro affiancare le rappresentanze delle imprese del
commercio e dei servizi di prossimità nella costruzione di una strategia di rilancio, visto il ruolo cruciale
rivestito da queste realtà nel mantenere vivo il tessuto urbano”. Secondo Stafisso, si tratta di dare vita a
“progetti di branding territoriale per integrare e valorizzare le diverse aree di Perugia” e di puntare sempre
più alla “condivisione di dati e informazioni utilizzando tutti gli strumenti attualmente a disposizione anche
per realizzare in modo mirato e corretto i distretti urbani del commercio in coerenza con il contesto
regionale”.
“La firma di questo protocollo – ha rimarcato Michele Biselli – è il risultato di un metodo di lavoro che
Confcommercio rivendica da tempo: quello della partecipazione attiva, della concertazione, del confronto
strutturato tra istituzioni e mondo economico”. “Da parte nostra – prosegue il presidente – metteremo a
disposizione della città Cities Mobility Analytics, una piattaforma innovativa che permette di leggere i flussi
urbani, le dinamiche della domanda, i comportamenti dei visitatori e dei residenti, grazie a una mole di dati
anonimizzati raccolti tramite rete mobile. Informazioni strategiche – età, genere, nazionalità, frequenza di
visita, tempo di permanenza, propensione al consumo – che consentono sia alle istituzioni che agli
imprenditori di prendere decisioni più efficaci e orientate al risultato. Perugia è una delle città italiane in cui

il progetto Cities viene sperimentato sul campo, per ora in due grandi aree del territorio comunale: il centro
storico e Ponte San Giovanni. Oggi siamo nelle condizioni di utilizzare questi dati per affrontare
problematiche come la desertificazione commerciale. I dati, infatti, ci aiutano a capire dove intervenire,
come rilanciare gli spazi sfitti, come pianificare la mobilità, come migliorare i servizi di prossimità. Ma non
solo: Cities può dialogare anche con progetti innovativi come il Gemello Digitale. Le rilevazioni sono
comunque già in atto e a settembre sarà possibile disporre dei primi risultati”. Anche per Biselli è
fondamentale l’attuazione dei distretti del commercio previsti dalla legge regionale: “Il Distretto è uno
strumento prezioso per attivare risorse, coordinare interventi, valorizzare il commercio come presidio
urbano, sociale e culturale. Perugia ha tutte le carte in regola per diventare un laboratorio di innovazione
urbana, dove il commercio non è solo attività economica, ma anche infrastruttura di comunità”.
Il prossimo step sarà la costituzione di un tavolo di coordinamento, con tre rappresentanti del Comune e tre
di Confcommercio Imprese per l’Italia Umbria, che avrà il compito di programmare, monitorare e valutare le
azioni congiunte previste dal protocollo anche in collaborazione con rappresentanti di altri enti,
organizzazioni, associazioni o soggetti economici del territorio coinvolti a seconda delle materie trattate.