Perugia: due mozioni in consiglio comunale per sbloccare a Monteluce i lavori della Casa di Comunità e per il trasferimento del Distretto sanitario da via XIV settembre

Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato, con 17 voti favorevoli e 12 astensioni, l’odg presentato dai consiglieri Federico Maria Phellas, Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Pd), Riccardo Vescovi
(Anima Perugia), Antonio Donato (M5s), Lorenzo Mazzanti (Pensa Perugia), Lucia Maddoli (Orchestra per la Vittoria), Lorenzo Falistocco (Alleanza Verdi e Sinistra) e Fabrizio Ferranti (Perugia per la Sanità Pubblica) sulla realizzazione della Casa di comunità
di Monteluce e il trasferimento del Distretto sanitario da via XIV Settembre.
L’atto, illustrato in aula da Phellas, ripercorre le tappe di una lunga vicenda iniziata nel 2006, con l’accordo di programma tra Regione Umbria, Provincia e Comune di Perugia,
Università e Azienda Ospedaliera per riqualificare l’area del policlinico di Monteluce, destinata a residenze, spazi pubblici e funzioni sanitarie. E’ stato in particolare ricordato che
nel 2009 iniziarono le demolizioni degli edifici, fatta eccezione per il “Padiglione E” conservato per un futuro riuso pubblico, e che, negli anni successivi, si è sviluppata la
progettualità di una Casa di Comunità a Monteluce. Risale al 2010 la manifestazione di interesse della Usl per l’acquisizione del Padiglione E, ma la complessità della successiva
vicenda immobiliare e finanziaria ha generato ritardi. Circa lo stato attuale, è stato ricordato che a febbraio 2025 sono stati affidati i lavori, iniziati ad aprile, attualmente fermi alla fase
di pre-cantierizzazione, con solleciti inviati alla ditta appaltatrice.
Pertanto, alla sindaca e alla giunta i proponenti chiedono di “proseguire con continuità l’interlocuzione politica e istituzionale con Regione Umbria, Usl Umbria 1 e i soggetti attuatori, esercitando un ruolo costante di vigilanza per tutelare la progettualità della Casa di
Comunità di Monteluce e garantendo il trasferimento del Distretto sanitario di via XIV Settembre e il completamento dell’opera come presidio sanitario e sociale moderno, sicuro e di prossimità per la città”.


Nilo Arcudi di Perugia Civica) una volta aperto il dibattito, pur preannunciando l’astensione del suo gruppo, ha sottolineato l’importanza del tema. Monteluce – ha ricordato – era un
quartiere vivo, che ospitava funzioni sanitarie e anche studenti, mentre ora mentre ora ha fortemente bisogno di rilancio. Il consigliere ha segnalato che nell’odg si doveva sottolineare il conferimento di un patrimonio da 50 milioni da parte dell’allora amministrazione regionale e la fallimentare operazione scaturita dalle decisioni dell’epoca.
Arcudi ha richiamato il successivo sforzo per trasferire nella zona nuovi servizi e funzioni: così è nata l’idea della nuova Casa di comunità, uno dei possibili fattori in grado di invertire la situazione attuale e quindi un progetto a cui non si può rinunciare.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia), rilevando la volontà unanime di riportare in auge Monteluce, ha tuttavia invitato l’amministrazione a esercitare le sue competenze a garanzia
anche del decoro e della pulizia della zona, aspetti molto sentiti dai residenti. Ferranti ha sottolineato che è fondamentale utilizzare le risorse Pnrr. Secondo Margherita Scoccia, cercando di trovare una soluzione a una situazione che viene
da lontano, la Casa di comunità va vista come il cuore del progetto, anche perché rievoca le vecchie funzioni del quartiere. L’odg, tuttavia, a suo avviso andrebbe riempito di contenuti
con riferimento a ciò che ciascun ente può effettivamente fare, come, nel caso del Comune,
dotare il quartiere di quei servizi di minima che possono dare un supporto reale alla zona. Secondo Antonio Donato (M5s), l’odg risponde all’interesse della cittadinanza: quello di
restaurare un presidio che manca da tempo. Visto che l’attuale amministrazione regionale,

come quella precedente, è attenta alla questione, per il consigliere ha senso esprimere un
indirizzo politico-amministrativo per fare ancora un passo avanti e non sprecare il lavoro
fatto in questi anni.
Edoardo Gentili (Forza Italia) ha ricordato di aver chiesto di svolgere in commissione
audizioni con Regione e Usl per approfondire la natura degli attuali problemi che
impediscono la realizzazione della Casa di comunità. In tal modo, secondo Gentili il
Consiglio avrebbe potuto esercitare appieno la sua funzione di indirizzo e controllo e fare un
lavoro davvero utile. A suo avviso, l’odg per onestà intellettuale avrebbe dovuto, tra l’altro,
riportare che il centrodestra è riuscito a evitare un fallimento completo; invece,
l’impostazione dell’atto fa pensare solo a uno spot, più che a un modo per consentire ai
consiglieri di esercitare l’azione loro propria. Per tutte queste ragioni ha preannunciato
l’astensione del suo gruppo.
Phellas ha voluto precisare che l’atto è una sollecitazione a un’amministrazione che già da
mesi è attiva affinché la progettualità vada in porto.