Al centro del confronto – riferisce Coldiretti – le principali criticità che gravano oggi sul settore primario: l’aumento dei costi di produzione, i prezzi all’origine spesso non remunerativi, le distorsioni del mercato legate alle importazioni selvagge e agli accordi commerciali che non garantiscono reciprocità, fino alle conseguenze negative di alcune scelte europee che rischiano di allontanare l’Unione dalle esigenze reali di cittadini ed imprese.
Ampio spazio è stato dedicato al recupero delle risorse Pac, frutto delle mobilitazioni di Coldiretti, dieci miliardi di euro che tornano agli agricoltori italiani per difendere la produzione di cibo e la sovranità alimentare, l’innovazione, la lotta al dissesto, il ricambio generazionale, la tutela dei redditi. Ora è tempo – è stato più volte ribadito – di cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che favorisce l’ingresso di prodotti esteri “mascherati” da italiani, danneggiando le imprese agricole e ingannando i consumatori.
Si è parlato – spiega Coldiretti – anche di prospettive e di sviluppo a livello territoriale: di un uso attento e strategico delle risorse del CSR da riservare alle vere imprese agricole, fino all’esigenza ancora impellente di semplificazione burocratica, dove occorre dare seguito a quanto fin qui proposto e “costruito” da Coldiretti. Non meno importanti i temi ambientali, dalla tutela del suolo a quella delle risorse idriche, fino alla difesa dalla fauna selvatica: tutti nodi ancora da sciogliere definitivamente. È stata rilanciata l’importanza di rafforzare le filiere agricole umbre, di valorizzare la multifunzionalità e il lavoro degli agricoltori impegnati nella vendita diretta, della battaglia in corso per la trasparenza in etichetta sull’origine dei prodotti e per contrastare con forza ogni tentativo di omologazione alimentare, a partire dal cibo sintetico, che nulla ha a che fare con la tradizione, la qualità e la sicurezza del modello agricolo locale.
“La mobilitazione permanente non è uno slogan, ma una scelta di responsabilità verso gli agricoltori e i cittadini – ha dichiarato Albano Agabiti, Presidente Coldiretti Umbria. Dal territorio arriva una richiesta chiara: servono misure che mettano al centro la difesa del reddito delle imprese e la produzione agricola. Non possiamo accettare politiche che svuotano le nostre campagne o che penalizzano il lavoro e gli investimenti degli agricoltori”.
Sulla stessa linea il Direttore regionale Coldiretti Mario Rossi, che ha sottolineato: “Il confronto con i Presidenti di sezione conferma quanto sia fondamentale partire dai territori e dai bisogni reali delle aziende agricole. Coldiretti continuerà ad esercitare una pressione forte e costante, a tutti i livelli, per correggere le storture normative, difendere le risorse dell’agricoltura e garantire sostenibilità economica alle imprese”.
