“Le patologie tiroidee sono tra le più diffuse nella popolazione, anche a causa dell’esposizione alla carenza iodica. Oggi tutto sommato la iodiosufficienza è stata raggiunta, ma in passato ha condizionato lo sviluppo della patologia nodulare e ne vediamo ancora le conseguenze. I dati che ci riguardano rispecchiano la media dei paesi occidentali. Per quanto riguarda i tumori della tiroide, invece, nella maggior parte dei casi sono, dal punto di vista clinico, benevoli, con la maggior parte dei pazienti che sopravvive alla malattia. Tuttavia in alcuni casi diagnostichiamo anche carcinomi avanzati che richiedono un approccio articolato multidisciplinare e con farmaci innovati. All’incontro di oggi sono intervenuti i maggiori esperti nazionali di questo campo”, ha dichiarato Efisio Puxeddu, direttore della struttura complessa di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’azienda ospedaliera di Perugia e referente scientifico del convegno insieme ai colleghi Cristina Tranfaglia (Medicina Nucleare) e Renato Colella (Anatomia Patologica).
La giornata, articolata in quattro sessioni tematiche, ha offerto un quadro aggiornato sulla gestione delle malattie tiroidee, dalla prevenzione ai trattamenti più innovativi. Si parlerà di tireopatie dell’adulto e del bambino, di gestione dei noduli tiroidei, degli ipertiroidismi (Basedow-Graves, Ted, Plummer) e delle nuove prospettive dell’oncologia endocrina, con un focus sulle terapie medico-nucleari, sulle mutazioni genetiche e sui trattamenti per i carcinomi avanzati. Tra gli interventi della prima parte c’è stato quello di Antonella Olivieri, responsabile scientifico dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia (Osnami) dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha parlato di “Quale prevenzione per la patologia nodulare tiroidea ‘profilassi jodica’”.
Particolarmente significativa è stata la tavola rotonda finale, che ha dato voce ai pazienti e alle associazioni nazionali e regionali, tra cui La Lumaca odv, Cape Italia, Atta, Ameir Irpina, Insieme! Umbria Contro il Cancro e molte altre realtà impegnate nel sostegno alle persone con malattie tiroidee. Un momento di confronto che sottolinea quanto la partecipazione attiva dei pazienti sia oggi un elemento centrale nei percorsi di cura, soprattutto nell’era della teranostica, dove diagnosi e terapia si integrano in modo sempre più personalizzato.
Il convegno era inserito nel calendario della Settimana mondiale della Tiroide 2026, in programma dal 25 al 31 maggio e dedicata quest’anno al tema “Tiroide e Nutrizione”, con l’obiettivo di approfondire il legame tra alimentazione, benessere generale e salute tiroidea.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, dell’Università degli Studi di Perugia, delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, delle Usl Umbria 1 e 2, di Afas Farmacie Comunali, La Lumaca odv e Cape (Comitato associazioni pazienti endocrini).
