Il cuore dell’evento è stato un mix perfetto di responsabilità ecologica e divertimento, capace di unire diverse generazioni in una mattinata indimenticabile. A catturare l’attenzione dei bambini della scuola primaria dell’Omnicomprensivo è stato innanzitutto lo Swap Party, il mercatino dello scambio dove si dà una seconda vita a vestiti, libri e accessori. Un messaggio chiaro e potente contro la cultura del consumismo frenetico: “Quello che a te non serve più, può essere un tesoro per qualcun altro”.
Ma la vera sorpresa della giornata è stata la capacità degli studenti più grandi di rendere accessibile e pop anche la cultura più profonda ai più piccoli. Accanto ai tavoli dei vestiti, ha preso vita l’angolo dei giochi filosofici e dei “Games of Philosophy” dove attraverso indovinelli, carte illustrate e dinamiche di gioco interattive, i bambini hanno potuto esplorare i grandi dilemmi dell’esistenza e della logica, dimostrando che non si è mai troppo giovani per iniziare a pensare con la propria testa (e a divertirsi facendolo!).
A fare da colonna sonora a questa giornata di festa è stata la trascinante energia della Sigisrock Band. Più che un semplice gruppo musicale, un vero e proprio manifesto generazionale. La band ha infatti visto salire sul palco docenti e studenti uniti, fianco a fianco, in nome della musica.
Vedere i professori scatenarsi alle chitarre e alla tastiera, insieme ai propri alunni incollati alle percussioni e ai fiati ha letteralmente abbattuto la barriera della cattedra, dimostrando che la passione e l’arte sanno creare ponti dove spesso ci sono distanze. Le note dei grandi classici del rock hanno riempito i Portici, facendo ballare studenti, professori e semplici curiosi in un clima di pura condivisione.
“Volevamo una festa che parlasse di noi, del nostro impegno per il pianeta e della nostra voglia di stare insieme oltre i ruoli scolastici,” racconta uno degli studenti, “Vedere i Portici così vivi, tra bambini che giocano alla filosofia e prof che suonano il rock, è il modo migliore per dire che la scuola non finisce tra le quattro mura di un’aula.”
Il Sigismondi ha salutato così l’anno scolastico, lasciando alla cittadina delle acque un bellissimo ricordo e una certezza: questi ragazzi sanno come fare rumore. E sanno farlo nel modo giusto!
