L’incontro è promosso dal Comune di Montone e realizzato grazie alla collaborazione della Fondazione Ranieri di Sorbello, dell’Associazione StoricaMente A.R.I.e.S., dell’Istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti”, di Civitella Ranieri Foundation e di Atlante Servizi Culturali MU.MO. (Museo di Montone).
Per oltre ottant’anni i nomi di questi soldati sono rimasti ai margini della memoria collettiva. Eppure furono migliaia gli indiani che combatterono e morirono in Italia durante la Seconda guerra mondiale, contribuendo in maniera decisiva alla liberazione di vaste aree della penisola, compresa l’Alta Valle del Tevere. Oggi quelle storie tornano a emergere grazie a un progetto che vuole restituire loro il giusto riconoscimento.
L’iniziativa
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Montone, Mirco Rinaldi, del professor Alvaro Tacchini, presidente dell’Istituto Gabriotti e tra i maggiori studiosi delle vicende della Liberazione nel territorio, di Francesco Rosi, presidente di StoricaMente A.R.I.e.S., del presidente della Fondazione Ranieri di Sorbello e di un rappresentante di Civitella Ranieri Foundation, l’appuntamento vedrà la partecipazione dell’artista anglo-indiana Annu Palakunnathu Matthew, della curatrice Maria Teresa Capacchione e di Wanda Vigna, che offrirà una preziosa testimonianza diretta dei giorni in cui la guerra attraversò queste colline. Modererà l’incontro Daniele Cesaretti.
L’iniziativa segna l’avvio pubblico del progetto che porterà Annu Palakunnathu Matthew a realizzare una nuova installazione dedicata a Montone e alle vicende dei soldati indiani impegnati nella Campagna d’Italia. L’opera sarà presentata nel 2027 negli spazi del Complesso Museale di San Francesco e nascerà dall’ascolto delle comunità locali, dalla raccolta di testimonianze, fotografie, diari e memorie familiari custodite per generazioni.
Le ricerche storiche più recenti hanno infatti riportato all’attenzione un dato a lungo trascurato: nell’estate del 1944 la liberazione dell’Alta Valle del Tevere fu resa possibile in larga misura dall’azione della 4ª e della 10ª Divisione Indiana dell’esercito britannico. Gurkha, Sikh, Punjabi, Mahratta e Baluchi furono protagonisti delle operazioni che portarono alla liberazione di Montone, Città di Castello e dei centri circostanti, pagando un tributo di sangue altissimo. Eppure il loro ruolo è rimasto per decenni quasi assente dal racconto pubblico della Liberazione.
“La storia locale può aprire una finestra sulla storia globale”: è il principio che anima il lavoro di Annu Palakunnathu Matthew, artista internazionale che da anni indaga le memorie dimenticate e le storie nascoste, individuali e collettive. Attraverso fotografie, immagini in movimento, documenti d’archivio e testimonianze orali, il suo lavoro restituisce visibilità a figure rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
Tra le storie che verranno raccontate durante l’incontro vi è quella di Wanda Vigna, che da bambina incontrò un soldato Sikh. Colpita dal suo turbante, gli manifestò la propria curiosità con semplici gesti. Il soldato si tolse allora il copricapo, le mostrò i lunghi capelli raccolti secondo la tradizione Sikh e le donò il pettine che custodiva tra essi. Wanda ha conservato quell’oggetto per oltre ottant’anni: una piccola reliquia privata che oggi diventa simbolo di un incontro capace di attraversare il tempo, le culture e la guerra stessa.
A ottantadue anni dagli eventi del 1944, Montone rinnova così il proprio impegno nel custodire una memoria inclusiva, capace di collegare le vite, i sacrifici e le testimonianze di chi contribuì alla riconquista della libertà.
L’incontro dell’11 luglio sarà dunque un’occasione non solo per approfondire una pagina poco conosciuta della storia italiana, ma anche per contribuire concretamente alla costruzione di un’opera collettiva di memoria che unirà l’Umbria e l’India attraverso le voci di chi quegli eventi li ha vissuti, ricordati o tramandati. I contributi dei cittadini per ricostruire questa storia saranno particolarmente graditi.
Ingresso libero.
