A Giano dell’Umbria un convegno dedicato a San Francesco e alla rivoluzione dell’Umbria medievale

Prosegue il calendario di Giano d’Estate 2026 con un appuntamento di alto profilo culturale dedicato alla figura di San Francesco e al primo francescanesimo, nel contesto delle iniziative promosse per gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi.



Venerdì 24 luglio, alle ore 18, presso la Chiesa di San Francesco di Giano dell’Umbria, si terrà il convegno dal titolo “Dalla parola dei frati alla luce di Giotto. Francesco e la rivoluzione dell’Umbria medievale”, un momento di approfondimento che intende offrire una lettura storica, artistica e culturale dell’eredità francescana e del profondo cambiamento che essa ha impresso alla società umbra del Medioevo.



Ad aprire l’incontro sarà l’introduzione dell’assessore alla Cultura del Comune di Giano dell’Umbria, Jacopo Barbarito. Seguiranno gli interventi di Veruska Picchiarelli, direttrice dei Musei Nazionali di Perugia-Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria e curatrice della mostra “Giotto e San Francesco, una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, da poco conclusasi alla Galleria Nazionale dell’Umbria; di Pier Paolo Trevisi, docente e ricercatore, e della storica dell’arte Erica Baciocchi, che offriranno al pubblico punti di vista complementari sul ruolo del francescanesimo nella trasformazione della spiritualità, dell’arte e della società medievale, con particolare attenzione al rapporto tra la predicazione dei frati e la rivoluzione figurativa introdotta da Giotto. Un momento di approfondimento sarà dedicato anche alla figura di Fra Giordano da Giano, autore della “Cronaca”, frutto della sua predicazione del francescanesimo in Germania.



L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale per valorizzare il patrimonio storico, artistico e spirituale del territorio, riscoprendo il profondo legame che unisce Giano dell’Umbria alla tradizione francescana.

Un impegno che trova proprio nelle celebrazioni francescane un’importante occasione per promuovere la conoscenza della storia locale attraverso il contributo di studiosi e qualificati esperti.