La mostra riunisce ventotto artisti della figurazione contemporanea, legati dalla dedizione allo studio del corpo e della forma. Contro l’estetica effimera delle immagini digitali, la stesura pittorica, la modellazione della terracotta e la scultura tridimensionale riaffermano la materia come linguaggio visivo primario. Nel solco della tradizione giottesca, il percorso si snoda attraverso un viaggio concettuale di rara densità: dal realismo introspettivo delle tele fitte di pathos di John Kirby ed Elena Castiglia al primitivismo colto del presepe in terracotta di Alberto Mingotti; dalle visioni luminose e metafisiche di Alberto Gálvez e Lorenzo Bonechi alle accensioni cromatiche di matrice pop di Felipe Cardeña e Carlos Forns Bada. Un nucleo centrale affronta la grammatica visiva delle Stimmate con le opere di maestri come Salvatore Alessi, Paolo Cassarà, Giovanni Stella e Anna Keen, fino al compimento formale ed escatologico nelle sculture di Giuseppe Bergomi e Livio Scarpella.
Queste opere ingaggiano un serrato dialogo critico ed estetico con l’architettura della chiesa — gemma del gotico umbro consacrata nel 1315 — e con le sue testimonianze pittoriche, tra cui gli affreschi di Matteo da Gualdo e della bottega di Ottaviano Nelli.
L’esposizione, accompagnata da un catalogo, è visitabile con ingresso libero fino al 25 ottobre 2026 (agosto: tutti i giorni 10:00-13:00 / 15:00-18:00) e si integra con il percorso museale cittadino comprendente la Rocca Flea e gli altri musei della città. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.polomusealegualdotadino.it
