La 15esima edizione, in programma a Monte del Lago dal primo al 6 settembre, sarà preceduta da tre importanti anteprime il 28, 29 e 30 agosto a Castel Rigone e Perugia, e porterà un programma ricco di incontri, lezioni, talk, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e momenti dedicati alle famiglie.
Il tema scelto quest’anno è “Vero. Falso. Finto. Le storie che diventano Storia”, un fil rouge che intende mettere a fuoco una delle questioni di più stringente attualità: il momento in cui una parola smette di descrivere la realtà e comincia a costruirla. Una domanda che il Festival delle Corrispondenze porta al cuore di un itinerario di 40 appuntamenti, convocando giornalisti, scrittori e intellettuali – testimoni diversi di uno stesso tempo – per interrogarsi su ciò che resta del confine tra informazione e manipolazione, tra narrazione e propaganda, tra la finzione che sa di essere tale e la menzogna che pretende di non esserlo. In un’epoca in cui le storie circolano più velocemente di quanto si riesca a verificarle, il festival non offre risposte rassicuranti, ma strumenti per affinare lo sguardo: distinguere, dubitare con metodo, chiedersi sempre chi parla e perché, esercizi essenziali per continuare ad abitare con fiducia il presente.
La presentazione lunedì 24 agosto nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia. Alla conferenza stampa sono intervenuti: Cristian Betti (consigliere regionale dell’Assemblea legislativa dell’Umbria), Massimo Lagetti (sindaco di Magione), Vanni Ruggeri (vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Magione), Massimo Arcangeli (direttore artistico del festival), Francesca Caproni (direttrice Gal Trasimeno-Orvietano), Sandro Pasquali (vicepresidente Provincia di Perugia). Presenti in sala anche i rappresentanti delle realtà che collaborano alla realizzazione del festival.
Il sindaco Lagetti non ha nascosto la «grande emozione» nel lanciare un festival nato 15 anni fa, «cresciuto e diventato un riferimento per il territorio, un appuntamento ormai irrinunciabile e che nasce dal tema della corrispondenza resa quindi oggi ancora attuale in un mondo radicalmente cambiato per il modo di comunicare». «Un evento che caratterizza Magione in qualità e che porta qualcosa in più sia per gli ospiti sia per la bellezza del borgo di Monte del Lago» ha aggiunto ringraziando poi le anime del festival Ruggeri e Arcangeli.
Ruggeri ha messo in evidenza il vasto «ecosistema» che ruota ormai intorno al festival, «con un progetto virtuoso che ha reso possibile la crescita dell’evento che conferma la gratuità di tutti gli appuntamenti». «Mettiamo ancora al centro – ha sottolineato il vicesindaco – la cultura come fonte di responsabilità e come la più importante infrastruttura democratica su cui possiamo contare oggi, grazie ad una piazza reale e non virtuale dove crescere insieme».
Vero, falso e finto, le tre parole al centro dell’edizione 2026, per Arcangeli «sembrano semplici ma sono invece molto complesse». «Tra falso e finto – ha proseguito il direttore artistico – la distinzione è enorme. Siamo tutti vittime di un orizzonte che porta a chiederci se tutto è vero, falso o manipolato. Viviamo molto spesso la finzione anche nelle nostre vite quotidiane e l’informazione restituisce tutto questo».
«Da ex sindaco di un comune vicino come Corciano – ha inoltre commentato il consigliere regionale Betti – ho potuto seguire il crescendo incredibile e vertiginoso di un festival nato su una idea particolare e inedita tanto che oggi è diventato uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale regionale e nazionale. Le aspettative sono quindi alte ma ogni anno si cresce ancora e si aggiunge qualcosa di più. Il programma di quest’anno lo dimostra».
Anche secondo Pasquali il festival «rappresenta non solo per Magione ma per tutto il Trasimeno un elemento di riconoscibilità e di approfondimento culturale notevole». «Questo significa – ha concluso il vicepresidente della Provincia – che le Istituzioni hanno investito bene e con le anteprime a Castel Rigone, Perugia e Villa Colle del Cardinale si indica anche una prospettiva, quella di ampliare il suo raggio di azione ad un più vasto territorio».
A sostenere questa «offerta culturale tra le più importanti del territorio» c’è anche il Gal Trasimeno-Orvietano, come ha ricordato la direttrice Caproni: «La cultura è economia e il nostro lago ha bisogno di iniziative come questa. Ogni anno il programma è più ricco e l’evento sì allarga sempre più oltre ad essere stato riconosciuto tra i 100 festival più importanti a livello nazionale».
LE ANTEPRIME: LUCARELLI, TRAVAGLIO E CARACCIOLO
Il viaggio nella 15esima edizione prenderà il via venerdì 28 agosto alle 21, a Villa del Colle del Cardinale, con Carlo Lucarelli, maestro del noir italiano e narratore dei misteri irrisolti della storia nazionale, capace di portare al grande pubblico, attraverso la narrativa e la televisione, un modo rigoroso e insieme popolare di raccontare la cronaca e i “misteri d’Italia”.
Sabato 29 agosto alle 21 a Castel Rigone sarà protagonista Marco Travaglio, direttore del quotidiano “Il Fatto Quotidiano” dalla sua fondazione e tra le firme più note e discusse del giornalismo d’inchiesta italiano, autore di saggi dedicati ai rapporti tra giustizia, potere politico e informazione
Domenica 30 agosto alle 21, a Perugia, nella sala dei Notari, sarà la volta di Lucio Caracciolo, fondatore e direttore di Limes, chiamato a offrire la sua lettura degli equilibri internazionali e delle trasformazioni geopolitiche contemporanee.
IL FESTIVAL (tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero)
La cerimonia di apertura della 15esima edizione è fissata per martedì primo settembre (ore 16), giornata che si aprirà con la presentazione di “In giro per festival. Guida nomade agli eventi culturali” di G. Alonzo e O. Ponte di Pino.
A seguire, il Festival entrerà nel vivo con una riflessione dedicata alle nuove generazioni: Barbara Tamborini e Alberto Pellai presenteranno “A voi, ragazze e ragazzi. Lettera agli adulti di domani”, portando al centro dell’attenzione adolescenza, educazione digitale e genitorialità.
Sarà poi la volta del talk “Faccia a faccia con la storia. Mezzo secolo di televisione tra inchiesta, mito e racconto pubblico” con Giovanni Minoli. Per l’occasione, il volto storico della televisione italiana ritirerà il premio “Corrispondenze” per la divulgazione (ore 18).
La giornata proseguirà con Gino Castaldo, che nel monologo “La musica è finita” attraverserà mezzo secolo di canzone e rock, interrogandosi sul modo in cui le generazioni costruiscono e mitizzano la propria memoria attraverso la musica (ore 19.30). In serata, Paolo Crepet, con “Riprendersi l’anima”, affronterà invece i mutamenti della famiglia, il disagio giovanile e i nodi dell’educazione contemporanea (21.30).
Mercoledì 2 settembre il tema del vero e del falso incontrerà innanzitutto la storia: Giorgio Caravale, presentando “Chi controlla il passato”, partirà dalla celebre frase di Orwell per riflettere sulla storia come possibile “arma politica” e sull’uso pubblico del passato (ore 17).
Sarà poi Melania G. Mazzucco, con la lectio “La regina del silenzio”, a muoversi sul confine tra documentazione e invenzione, attraverso una scrittura che nasce da archivi, carteggi e documenti per restituire voce a esistenze dimenticate (ore 18). A seguire, Claudio Cerasa, direttore del Foglio, proporrà “L’antidoto” (ore 19.30), mentre in serata Roberto Mercadini porterà in scena “Animali umani”, un viaggio comico e profondo lungo la storia di Homo sapiens per riscoprire cosa ci rende unici e cosa, inevitabilmente, ci unisce a tutto il resto della natura. (ore 21.30).
TRA STORIA, TECNOLOGIA E INFORMAZIONE
Giovedì 3 settembre sarà una giornata particolarmente ricca di prospettive. Ad aprirla sarà Alessandro Aresu, con la lectio “Guerra tecnologica e intelligenza artificiale”, dedicata all’intreccio sempre più stretto tra tecnologia, potere economico e competizione tra Stati (ore 17).
Alle 18 Filippo Ceccarelli, firma storica della Repubblica, racconterà il “teatro” della politica italiana con il talk “Invano”, mentre alle 18.30 la compagnia Voci e progetti porta in scena lo spettacolo di improvvisazione teatrale “(false) lettere d’amore (vero)”, prima dell’appuntamento con Michela Ponzani, storica del Novecento, che proporrà una riflessione dedicata alle 21 donne elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, in occasione del primo voto a suffragio universale in Italia. (ore 19.30).
La giornata si chiuderà con Telmo Pievani e la lectio “Il delitto di Darwin”, nel quale l’evoluzione, la scienza e le grandi questioni del presente diventeranno strumenti per interrogare il nostro modo di costruire conoscenza e verità (ore 21.30).
Venerdì 4 settembre il Festival ripartirà con la storica Anna Foa, che presenterà “Mai più”, dove interroga il significato profondo e l’estensione della memoria della Shoah nel mondo contemporaneo, una riflessione che nasce dall’urgenza intellettuale e morale legata ai drammatici eventi seguiti al 7 ottobre 2023 e alla conseguente guerra a Gaza (ore 17).
Seguirà la tavola rotonda “Tutte le volte che le donne…”, con Cathy La Torre, avvocata specializzata in diritto antidiscriminatorio e diritti civili, da anni impegnata nella divulgazione sui diritti, sulla parità di genere e sulla memoria delle figure femminili rimosse dalla narrazione storica, in dialogo con le giornaliste Adriana Pannitteri e Beatrice Curci (ore 18).
Giacomo Panozzo, giovanissimo divulgatore storico, presenterà poi il suo libro “Perché succederà ieri? Capire il presente attraverso le puntate precedenti della Storia”, partendo dalle crisi geopolitiche di oggi per ricostruirne le radici storiche e mostrare come nessuna crisi arrivi davvero dal nulla.
Alle 19.30 sarà protagonista Antonio Caprarica, per quasi quindici anni corrispondente Rai da Londra e inviato di guerra, con la presentazione del libro “Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente”. La serata si concluderà con Tlon – Andrea Colamedici e Maura Gancitano, fondatori dell’omonimo laboratorio filosofico, che porteranno in scena “Ipnocrazia”, una riflessione sui confini tra realtà, narrazione e finzione nell’epoca dell’intelligenza artificiale (ore 21.30).
IL FINE SETTIMANA TRA MEMORIA, IDENTITÀ, NARRAZIONE, FAKE NEWS E TELEVISIONE
Sabato 5 settembre si aprirà con Luciano Taborchi, autore di “Dalla Russia e dai lager nazisti con amore”, dedicato ai carteggi dei soldati della campagna di Russia e degli IMI e al racconto dell’Italia nella Seconda guerra mondiale (ore 11).
Nel pomeriggio la storia nazionale sarà al centro del convegno “L’Italia inventata”, realizzato in collaborazione con l’Istituto per la Storia dell’Umbria, dedicato al Risorgimento, all’identità nazionale e alla costruzione del mito fondativo (ore 16).
Alle 17 sarà Tommaso Cerno a presentare “Le ragioni di Giuda”, libro nel quale il giornalista, direttore del Giornale, saggista e conduttore televisivo affronta il tema del tradimento ideologico come possibile atto di libertà.
Non mancherà l’attenzione ai più piccoli con Michele Volpi, protagonista delle letture e narrazioni per bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie (ore 17).
Alle 18 Beppe Severgnini, editorialista del Corriere della Sera, proporrà il talk “Italians”, tra ironia, identità nazionale e sguardo sull’Italia contemporanea (ore 18).
Simona Ruffino, con il suo libro “Non tutto è come appare. Contro la cultura della manipolazione”, rifletterà invece sul modo in cui la semplificazione del linguaggio pubblico può trasformarsi in uno strumento di manipolazione, tra media, politica e social.
Alle 19.30 sarà invece Edoardo Prati, giovanissimo divulgatore di letteratura classica, a portare in scena “Batracomiomachia” (ore 19.30), mentre la serata si chiuderà con Ottavia Piccolo e “Donna non rieducabile”, spettacolo di teatro civile in cui dà voce alla giornalista russa Anna Politkovskaja a vent’anni dal suo omicidio (ore 21.30).
La giornata conclusiva, domenica 6 settembre, inizierà a Monte del Lago con il percorso diffuso tra arte e letteratura “S’abbia il mio bacio devoto” (ore 11), seguito dalla presentazione della campagna nazionale “Fai sport, leggi un libro”, con Beatrice Curci, Massimo Arcangeli e Andrea Benvenuti, prima di proseguire con Lucio Biasiori e la presentazione de “Il bambino dell’Apocalisse”. Il suo libro ricostruisce la vicenda di una lettera trecentesca che annunciava la nascita dell’Anticristo a Babilonia: una falsa notizia capace di sopravvivere per quattro secoli, dimostrando come le fake news abbiano una storia molto più antica del nome con cui oggi le definiamo (ore 16).
Alle 17, nell’ambito del Premio Vittoria Aganoor Pompilj, spazio a “La parola ai giurati”, con la presentazione del carteggio vincitore dell’edizione 2025: Carlo Dionisotti – Alessandro Galante Garrone, “Le radici della vita. Una lunga amicizia attraverso la corrispondenza 1941-1997”, a cura di Gian Paolo Romagnani.
Stesso orario, alla Terrazza Fattoria Luca Palombaro, per la tavola rotonda “Epstein Files”, realizzata in collaborazione con la redazione della rivista MillenniuM.
Ancora Michele Volpi tornerà a incontrare bambini e famiglie con un nuovo appuntamento di letture e narrazioni (ore 17.30).
Seguirà la cerimonia di premiazione del 28esimo Premio Letterario Nazionale Vittoria Aganoor Pompilj, uno dei momenti centrali del Festival, che conferma la propria vocazione a valorizzare il carteggio come genere letterario e come forma di testimonianza capace di attraversare il tempo (ore 18). Ospiti d’onore saranno gli attori Giorgio Marchesi e Simonetta Solder, coppia nella vita e nel teatro, che riceveranno il premio speciale “Uniti nell’Arte”.
La giornata proseguirà con Aldo Grasso, al quale sarà assegnata la quarta edizione del Premio Corrispondenze alla carriera, un riconoscimento che celebra il lavoro del critico televisivo del Corriere della Sera, capace di leggere il piccolo schermo come specchio, fedele o deformante, della società italiana (ore 19.30).
A chiudere il sipario sarà infine Andrea Scanzi, con lo spettacolo teatrale “E pensare che c’era Giorgio Gaber”, un omaggio a una delle figure più significative della cultura italiana recente attraverso la narrazione civile e lo sguardo appassionato dell’autore e interprete (ore 21.30).
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Il Festival delle Corrispondenze 2026 è un evento promosso e organizzato da Comune di Magione, GAL Trasimeno Orvietano e Associazione Culturale Pro Monte del Lago, con il sostegno di Fondazione Perugia, Regione Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria; in collaborazione con MIC-Direzione Regionale Musei Umbria, TSU Teatro Stabile dell’Umbria, ISUC-Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, Istituto Omnicomprensivo G. Mazzini di Magione, Consorzio URAT, Edicola 518, Generazione T, Fattoria Luca Palombaro, L’Orologio soc. coop., Frontiera Lavoro soc.coop., FAI-Lago Trasimeno, Regusto, Nexo Corporation, Associazione Proloco Castel Rigone; con il patrocinio di Assemblea Legislativa Regione Umbria, Provincia di Perugia, Unione dei Comuni del Trasimeno, Comune di Perugia, Comune di Passignano sul Trasimeno, Ufficio scolastico Regionale dell’Umbria, Università di Perugia, Università per Stranieri di Perugia e Rai Umbria; con il sostegno di partner e sponsor privati. Media partner: TGR Umbria
Sito ufficiale: www.festivaldellecorrispondenze.it
