Spello, 28 settembre 2026 – Ci saranno anche i fiori a raccontare, ad Assisi, il messaggio francescano di pace, fraternità e rispetto del creato. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, sul prato della chiesa Superiore della Basilica di San Francesco in Assisi, un gruppo di circa 150 Infioratori di Spello realizzerà un’infiorata dedicata all’ottavo centenario della morte del Santo patrono d’Italia, nell’ambito delle celebrazioni della festa di San Francesco e del tradizionale gesto dell’offerta dell’olio presso la sua Tomba. L’opera, che resterà visibile fino al 4 ottobre, si intitola “Nel segno del Tau, un Cantico di Pace” e nasce dall’incontro tra la tradizione secolare delle Infiorate di Spello e il luogo simbolo del francescanesimo. Petali, foglie ed elementi vegetali diventeranno materia per una composizione che richiama il Cantico delle Creature, mettendo al centro il rapporto tra uomo, natura e creato.
La realizzazione dell’infiorata si inserisce in un appuntamento che quest’anno assume una dimensione ancora più ampia e condivisa e che coinvolge idealmente non soltanto l’Italia ma tutto il mondo, attraverso la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni italiane e della comunità internazionale. Saranno ad Assisi, tra gli altri, il cardinale Matteo Maria Zuppi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti delle Regioni, i sindaci dei Comuni capoluogo e gli ambasciatori dei Paesi accreditati presso la Repubblica italiana.
Composizione e significato dell’opera. Al centro dell’infiorata è raffigurato il volto di Cristo, intimamente connesso alla Terra e all’intera Creazione. Ai lati, il Sole, la Luna e le stelle richiamano le figure del Cantico delle Creature, mentre la colomba introduce il tema della pace e dello Spirito. Un movimento che attraversa le figure e avvolge la Terra richiama il legame tra umanità e natura, oltre ogni confine e differenza. Il Tau, segno profondamente legato a San Francesco, attraversa idealmente il cuore dell’opera e ne costituisce l’asse simbolico. Dalla Croce, attraverso Cristo, lo sguardo si dirige verso la Terra, il creato e l’umanità, fino a incontrare la parola PAX. È qui che si compie il messaggio di questa infiorata: una pace intesa non soltanto come assenza di conflitto, ma come espressione di una ritrovata armonia tra Dio, gli uomini e il creato.
L’opera vuole essere un omaggio al messaggio di Francesco e alla sua straordinaria capacità di riconoscere, in ogni elemento del creato, il riflesso di una stessa origine e il vincolo di una fraternità che unisce l’uomo, la natura e Dio. Una visione che gli infioratori di Spello cercheranno di tradurre attraverso petali di fiori e altri elementi vegetali, facendo della materia stessa del creato lo strumento con cui raccontare, attraverso immagini e colori, il messaggio francescano.
Come sempre, l’opera, realizzata con tanta pazienza e delicatezza, è destinata a non durare, proprio come la natura effimera dei singoli elementi che la compongono, e in questa fragilità si rinnova la sensibilità francescana che porta agli uomini un messaggio quanto mai attuale: il rispetto per la Terra, la fraternità, la pace e la consapevolezza di vivere in un mondo che l’uomo è chiamato a custodire, non a possedere.
