In Provincia – Presentato il libro “Due storie in un dipinto. Domenico Bruschi e la pittura sacra”, scritto da Corrado Balducci e edito da Morlacchi Editore.

Seconda presentazione in Umbria per il libro “Due storie in un dipinto. Domenico Bruschi e la pittura sacra”, scritto da Corrado Balducci e edito da Morlacchi Editore. La prima presentazione si è tenuta a settembre ad Assisi, alla Domus Pacis, ma ieri, nella bella sala del Consiglio provinciale, interamente dipinta da Domenico Bruschi, il pittore perugino è come se fosse tornato idealmente a casa. A fare il saluto istituzionale della Provincia di Perugia è stato Riccardo Vescovi, vice presidente dell’ente: “Mi ritengo un ‘innamorato’ di questa sala, dell’atmosfera che emana, ispirata all’Italia Unita. Oggi ho la fortuna di assistere alla presentazione di un libro che parla del pittore Bruschi, il quale ha lasciato un segno indelebile in questo palazzo. La Provincia dell’Umbria è raffigurata da una figura femminile riccamente vestita che siede su un trono al pari dell’Italia, raffigurata davanti, simbolo dell’importanza che le Province avevano a quel tempo per il territorio”.

“Ci tenevamo molto a presentare questo libro in Provincia – spiega Renata Adriana Bruschi –, dove il cuore del palazzo è rappresentato dalla Sala del Consiglio provinciale, interamente dipinta da Bruschi. La presentazione di questo libro diventa anche un’occasione per mettere in luce sia l’impegno civico di Bruschi nel rappresentare, nei palazzi del potere, l’unione d’Italia, ma anche il legame con San Francesco attraverso le commissioni affidate dai frati francescani al pittore. Le prossime presentazioni del libro saranno: a Umbria Libri, con la presenza dei testi dell’autore nello stand di Morlacchi Editore, a Pisa alla Domus Mazziniana e a Roma nella fiera “Più libri più liberi” di inizio dicembre”.

Nel libro Balducci analizza gli affreschi “Il transito di San Francesco” (1886), nella Cappella del Transito che si trova all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, oltrepassata la Porziuncola, sul lato destro dell’abside, e “La ricognizione delle stimmate” (1887). La sua competenza nella produzione bruschiana e la rilettura delle fonti relative a San Francesco hanno portato a una rivisitazione profonda e interessante dei due dipinti. La committenza per la Cappella del Transito, posta a pochi passi dalla Porziuncola, culla del francescanesimo, offrì al pittore un ulteriore spazio per ribadire la sua volontà di partecipare alla ricomposizione della società civile attraverso i valori cristiani. Questo pare essere il significato cifrato del dittico, ma che emerge in particolare ne Il riconoscimento delle stimmate, il meno noto dei due affreschi. In primo piano, il pittore dispose il corpo senza vita del santo e la figura di un laico che, ricoperto da un mantello rosso bordato di ermellino, volge le spalle all’osservatore. San Bonaventura vide in lui Girolamo, dottore e letterato chiamato a certificare l’autenticità delle stimmate. Forse si trattò di un omaggio al bisnonno Silvestro, nominato nel 1785 giudice commissario e visitatore generale delle comunità del territorio di Perugia? Grazie all’attenta analisi compiuta da Corrado Balducci, emerge la pluralità dei significati non univoci che trasmettono i due magnifici affreschi, con il loro prorompente magnetismo.

CORRADO BALDUCCI

L’interesse per il pittore Domenico Bruschi (1840-1910) è iniziato con una tesi discussa presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia, per continuare con la scuola di perfezionamento dell’Università di Urbino nel 1980-1983. Nel frattempo ha ricoperto il ruolo di funzionario storico dell’arte nella Soprintendenza ai Beni culturali dell’Umbria con sede a Perugia. È del 2010 la mostra sullo stesso pittore con relativo catalogo ragionato delle opere. Attualmente propone un ravvicinato studio sui dipinti lasciati dallo stesso pittore nella Cappella del Transito di San Francesco per l’ottavo centenario della morte (Basilica di Santa Maria degli Angeli, PG).