Si è tenuta presso la Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia di Perugia, la conferenza stampa di presentazione del 26° Incontro Nazionale de “Le Parole ritrovate”, in programma a Foligno dal 12 al 14 novembre 2026.
“La salute mentale riguarda tutta la comunità: fareassieme significa dare voce alle persone e costruire percorsi condivisi di cura e inclusione”, ha dichiarato il vicepresidente Riccardo Vescovi. “L’incontro nazionale di Foligno – ha proseguito – sarà un’occasione importante per valorizzare le buone pratiche e rafforzare il dialogo tra servizi, famiglie e associazioni”.
Sono intervenuti il dr. Marco Grignani, direttore dipartimento salute mentale USL Umbria 1, che ha voluto mettere in evidenza come questo appuntamento nazionale rappresenti un momento strategico per il movimento che unisce utenti, operatori, familiari e cittadini secondo l’approccio del fareassieme, una colonna portante di un modello capace di integrare il sapere professionale dei servizi con il sapere esperienziale di chi vive direttamente il disagio mentale. “Le Buone Pratiche – ha detto – sono delle attività riconosciute, scelte in modo specifico dalla comunità scientifica nazionale, che sono utili al benessere delle persone fragili, seguite ed accompagnate nel percorso di cura, nell’ottica di una coprogettazione dell’intervento, con una partecipazione ed una soddisfazione diversa per tutte le figure coinvolte. Modello che è stato recepito nel nuovo Piano regionale della Salute mentale, in fase di adozione da parte della Regione Umbria”.
Rosa Bisogni, presidente Associazione Liberi di Essere – Foligno, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della parola, da qui “Parole ritrovate”, perché ha detto: “La Parola può curare, ma anche ferire e bisogna saperla usare, dosare e saper ritrovare il senso profondo che ogni parola rivolta all’altro porta con sé. Parole vere, vive, che servono a riaprire il futuro e non a chiudere, a restituire dignità, ad accogliere le fragilità, al dialogo autentico. Le parole ritrovate sono quelle che riconoscono la complessità dell’essere umano. Le parole raccontano come dietro ogni sofferenza ci sia una persona che ha diritto di essere ascoltata, compresa, accettata”.
Maria Patrizia Lorenzetti, psichiatra, Comitato direttivo Parole ritrovate Foligno ha sottolineato come Foligno, nel cuore dell’Umbria, sarà protagonista con il 26° Incontro Nazionale de “Le Parole ritrovate”. Oltre 500 i partecipanti previsti da tutta Italia. Il movimento da oltre venticinque anni promuove una nuova cultura della salute mentale, fondata sulla partecipazione, sulla condivisione delle esperienze e sul coinvolgimento attivo di tutti i protagonisti. Il movimento è nato a Trento all’inizio del nuovo millennio con l’obiettivo di dare voce a tutte le componenti del mondo della salute mentale, il movimento ha progressivamente coinvolto numerose realtà in tutta Italia, accomunate dalla convinzione che un altro modo di affrontare il disagio psichico sia possibile: quello del fareassieme. Si tratta di un approccio che mette sullo stesso piano, valorizzandone il contributo, operatori, utenti, familiari e cittadini. È proprio dall’incontro e dalla collaborazione tra esperti per professione, gli operatori, ed esperti per esperienza, le persone che vivono direttamente il disagio psichico e i loro familiari, che nascono e si sviluppano esperienze innovative di cura, percorsi di co-progettazione e forme di co-produzione delle attività e degli interventi rivolti alle persone e alle loro famiglie. Un percorso articolato che metterà al centro il valore dell’auto-mutuo aiuto, del supporto tra pari e della partecipazione attiva, con particolare attenzione al ruolo dell’Esperto in Supporto tra Pari (ESP), una figura innovativa che mette la propria esperienza personale di disagio e di recovery al servizio di altre persone.
Paolo Moriconi ESP (Esperto in Supporto fra Pari) del Comitato promotore Parole ritrovate Foligno, ha portato la sua esperienza di vita, di malattia e di cura e di rinascita che adesso lo pone, in qualità di ESP, al servizio di altre persone fragili e delle loro famiglie che sono in difficoltà e devono affrontare il suo stesso percorso di vita e di cura.
A sottolineare l’importanza del Manifesto delle Buone Pratiche, è intervenuta Deanna Armellini, psichiatra – Comitato promotore “Parole ritrovate” di Foligno che lo ha definito il filo conduttore dell’ edizione 2026.
Il Manifesto è stato realizzato secondo l’approccio del fareassieme, da un gruppo di utenti, familiari, operatori e cittadini sulla base del sapere esperienziale e tecnico dei componenti del gruppo e condiviso a livello nazionale, rappresenta uno strumento fondamentale di “buona” informazione che rende consapevoli utenti e familiari delle Buone Pratiche che è loro diritto trovare nei servizi di salute mentale. Ha dichiarato: “Si parla tanto di diritti, ma in realtà sono le Buone Pratiche che garantiscono i diritti, trasformando i diritti teorici in azioni concrete. Metterle in un Manifesto è un modo per promuovere una salute mentale partecipata e aperta: dal protagonismo di utenti e familiari attivi e partecipi nei percorsi di cura e nella co-progettazione e co-produzione delle attività, alla prima accoglienza calda e sorridente, al supporto fra pari, all’esercizio dei diritti nell’abitare e nel lavoro, alle reti territoriali. Obiettivo è una Salute Mentale bella ed efficace: la bellezza non viene solo dall’estetica delle strutture (se pure la cura degli ambienti restituisce dignità alla sofferenza), ma anche e soprattutto dal modo di operare, dalla qualità delle relazioni, dal clima emotivo che si crea se un sistema è calmo, sereno ed attento alle persone. E’ la bellezza di quell’atmosfera di empatia, affettività e creatività – ha concluso -, che si respira quando si opera con il Fareassieme”.
