Presciutti, nel concludere il convegno “Guardiamo al futuro: la consapevolezza – Oltre il PNRR: criticità, sfide e opportunità”, in cui è stato presentato il report 2025 sull’andamento dell’economia regionale e in particolare del settore delle costruzioni, ha invocato un esercizio di coraggio da parte della politica. “Occorre uscire – ha dichiarato – dall’impostazione di una campagna elettorale permanente che non serve a nessuno”. “Le infrastrutture servono senza se e senza ma – ha poi sostenuto con forza -: sono storicamente un fattore di competitività per le imprese e per l’economia. Sono necessarie perché diventano volano di attrattivita’. Dopo il Pnrr – ha poi aggiunto – dobbiamo parlare di come rendere strutturali certe misure, per evitare non solo la stagnazione, ma una vera e propria recessione”. Presciutti quindi ha indicato alcune azioni concrete da mettere in campo: stop alle gare al massimo ribasso; aprire un confronto sui fondi di coesione da indirizzare dove realmente servono; puntare e implementare la formazione, in quanto in questo settore vi è un grande bisogno di professionalità sia manuali che intellettive. Infine un accenno alla ricostruzione, rispetto alla quale l’Umbria ha dimostrato di essere un modello. “Io sono pronto – ha concluso – ad assumermi con coraggio le mie responsabilità”.
Presciutti all’assemblea annuale di Ance Perugia: “La politica smetta di fare campagna elettorale permanente” “Serve coraggio. Le infrastrutture sono necessarie senza se e senza ma”
Il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti è intervenuto giovedì pomeriggio all’assemblea annuale di Ance Perugia.
Presciutti, nel concludere il convegno “Guardiamo al futuro: la consapevolezza – Oltre il PNRR: criticità, sfide e opportunità”, in cui è stato presentato il report 2025 sull’andamento dell’economia regionale e in particolare del settore delle costruzioni, ha invocato un esercizio di coraggio da parte della politica. “Occorre uscire – ha dichiarato – dall’impostazione di una campagna elettorale permanente che non serve a nessuno”. “Le infrastrutture servono senza se e senza ma – ha poi sostenuto con forza -: sono storicamente un fattore di competitività per le imprese e per l’economia. Sono necessarie perché diventano volano di attrattivita’. Dopo il Pnrr – ha poi aggiunto – dobbiamo parlare di come rendere strutturali certe misure, per evitare non solo la stagnazione, ma una vera e propria recessione”. Presciutti quindi ha indicato alcune azioni concrete da mettere in campo: stop alle gare al massimo ribasso; aprire un confronto sui fondi di coesione da indirizzare dove realmente servono; puntare e implementare la formazione, in quanto in questo settore vi è un grande bisogno di professionalità sia manuali che intellettive. Infine un accenno alla ricostruzione, rispetto alla quale l’Umbria ha dimostrato di essere un modello. “Io sono pronto – ha concluso – ad assumermi con coraggio le mie responsabilità”.
Presciutti, nel concludere il convegno “Guardiamo al futuro: la consapevolezza – Oltre il PNRR: criticità, sfide e opportunità”, in cui è stato presentato il report 2025 sull’andamento dell’economia regionale e in particolare del settore delle costruzioni, ha invocato un esercizio di coraggio da parte della politica. “Occorre uscire – ha dichiarato – dall’impostazione di una campagna elettorale permanente che non serve a nessuno”. “Le infrastrutture servono senza se e senza ma – ha poi sostenuto con forza -: sono storicamente un fattore di competitività per le imprese e per l’economia. Sono necessarie perché diventano volano di attrattivita’. Dopo il Pnrr – ha poi aggiunto – dobbiamo parlare di come rendere strutturali certe misure, per evitare non solo la stagnazione, ma una vera e propria recessione”. Presciutti quindi ha indicato alcune azioni concrete da mettere in campo: stop alle gare al massimo ribasso; aprire un confronto sui fondi di coesione da indirizzare dove realmente servono; puntare e implementare la formazione, in quanto in questo settore vi è un grande bisogno di professionalità sia manuali che intellettive. Infine un accenno alla ricostruzione, rispetto alla quale l’Umbria ha dimostrato di essere un modello. “Io sono pronto – ha concluso – ad assumermi con coraggio le mie responsabilità”.
