Importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile riteniamo che sia un’ingiustizia non solo fatta nei confronti dell’agricoltura, ma fatta nei confronti dell’intera collettività.
La nostra battaglia, la nostra mobilitazione, continuerà finché non saremo riusciti ad ottenere delle risposte chiare da parte delle istituzioni europee.
L’appuntamento è a partire dalle ore 9.00 a Place de Bordeaux dove il presidente e il segretario generale della Coldiretti, Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, insieme a mille agricoltori soci della Coldiretti, anche dall’Umbria, si uniranno a quelli francesi della Fnsea per chiedere al Parlamento Europeo di fermare il progetto distruttivo della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen.
“Difendere il vero Made in Italy e le produzioni umbre – commenta Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria che guiderà la delegazione umbra a Strasburgo – significa difendere il lavoro degli agricoltori, la salute dei cittadini e l’economia dei territori. La nostra mobilitazione continua, per dire con forza no ad un accordo che così com’è non tutela né i produttori né i consumatori. Le conseguenze dell’accordo si farebbero sentire anche sull’agricoltura umbra, mettendo sotto pressione produzioni di qualità, che fondano la propria competitività su standard elevati, tracciabilità e sicurezza alimentare. Un modello che rischia di essere compromesso dall’ingresso di prodotti a basso costo ottenuti senza le stesse regole”.
