IN MIGLIAIA IN PIAZZA A PERUGIA CON COLDIRETTI UMBRIA: “DIFENDERE IL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI, SIGNIFICA INVESTIRE SUL FUTURO DELLA REGIONE”

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Una mobilitazione forte e partecipata quella che oggi ha portato nel centro di Perugia oltre 2000 imprenditori agricoli, anche con una ventina di trattori, provenienti da tutta la regione, scesi in piazza con Coldiretti Umbria per difendere il reddito delle imprese e chiedere risposte concrete alle istituzioni regionali. Una manifestazione che ha voluto accendere i riflettori su una situazione definita ormai “a un punto di non ritorno”. Costi di produzione sempre più elevati, prezzi riconosciuti agli agricoltori spesso inferiori ai costi, burocrazia che rallenta investimenti e pagamenti pubblici, danni crescenti causati dalla fauna selvatica e dai cambiamenti climatici, difficoltà nel reperire manodopera: un insieme di criticità che rischia di mettere fuori mercato molte aziende agricole, con ripercussioni economiche, sociali e ambientali per l’intero territorio regionale. Nel corso della mobilitazione, Coldiretti Umbria ha consegnato alla Regione Umbria un articolato documento con 7 priorità e proposte, chiedendo interventi immediati per salvaguardare la competitività delle imprese e garantire prospettive concrete all’agricoltura regionale, superando problematiche che si trascinano ormai da troppo tempo.

Tra i temi centrali, vi è innanzitutto la semplificazione burocratica, con la richiesta di ridurre drasticamente i tempi delle procedure amministrative, eliminare controlli duplicati e rendere operativo il registro unico dei controlli. Le imprese agricole non possono più permettersi mesi o anni di attesa per graduatorie e pagamenti, a partire dalle misure legate allo sviluppo rurale. In quest’ambito prioritaria la questione ‘gasolio agricolo’: serve rivedere il sistema di assegnazione in un’ottica di sussidiarietà, per tempi certi e rapidi. Forte anche la richiesta di sostegni straordinari per le filiere in crisi, che coinvolgono alcune delle produzioni simbolo dell’agroalimentare umbro, dai cereali all’olio, dal latte alla carne, fino al vino, messe sotto pressione da dinamiche di mercato, concorrenza internazionale e aumento dei costi energetici e di gestione. Coldiretti Umbria propone l’istituzione di un fondo regionale integrativo per sostenere direttamente le imprese. Parimenti servono misure “ad hoc” per l’accesso al credito, con garanzie per le imprese.

Al centro delle richieste – spiega Coldiretti – anche il tema della gestione del rischio climatico, con la necessità di rafforzare il sistema assicurativo agricolo attraverso un fondo regionale che renda più accessibili le coperture e strumenti di difesa attiva come reti antigrandine e sistemi di irrigazione di soccorso. Grande preoccupazione è stata espressa anche per l’emergenza fauna selvatica, con la proliferazione dei cinghiali ormai fuori controllo in molte aree della regione. Campi distrutti, allevamenti danneggiati e rischi crescenti per la sicurezza pubblica rendono necessaria – secondo Coldiretti – una gestione più efficace e uniforme del territorio, con risarcimenti rapidi per le imprese e una riforma del sistema degli ambiti territoriali di caccia. Parallelamente va portata a compimento la tanto auspicata filiera controllata delle carni, trasformando un problema crescente in una possibile risorsa economica. Altro nodo cruciale è rappresentato dalla disponibilità di acqua, sempre più determinante per la competitività delle imprese agricole. Coldiretti Umbria chiede un piano regionale straordinario per la realizzazione e la riattivazione di invasi collinari, il potenziamento delle reti irrigue, un costo omogeneo dell’acqua e una maggiore valorizzazione del fondamentale ruolo dei Consorzi di Bonifica, con una loro copertura per l’intera regione. Nel documento, ampio spazio anche alla difesa e valorizzazione del Made in Umbria agroalimentare, attraverso una maggiore trasparenza sull’origine degli alimenti, il sostegno alla cancellazione dell’attuale regola dell'”ultima trasformazione” dal codice doganale, più prodotti locali nelle mense pubbliche, politiche di promozione del turismo rurale e delle attività multifunzionali come agriturismo, enoturismo, oleoturismo e fattorie didattiche, difesa dell’agricoltura eroica e delle aree interne e del ruolo economico e ambientale delle imprese, anche a fronte del declassamento dei Comuni montani. Coldiretti Umbria ha inoltre ribadito la necessità di tutelare il suolo agricolo dalla speculazione energetica, evitando l’installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici a terra su terreni produttivi e favorendo invece soluzioni compatibili con l’attività agricola, come l’agrivoltaico sospeso o l’utilizzo delle coperture dei fabbricati. Per quanto concerne le ZVN, richiesta uniformità e oggettività nei criteri di individuazione, una diversa applicazione e un alleggerimento dei vincoli esistenti. Non meno rilevante l’allarme legato alla carenza di manodopera, che in molte aziende mette a rischio operazioni fondamentali come raccolta, potature e allevamento. Tra le proposte avanzate da Coldiretti l’attivazione di fondi regionali per recuperare e ristrutturare fabbricati rurali da destinare ad alloggi per i lavoratori agricoli e la possibilità di realizzare opere per consentire l’alloggio temporaneo dei lavoratori agricoli stagionali.

“Quella di oggi – ha dichiarato Albano Agabiti, Presidente Coldiretti Umbria – non è stata una semplice manifestazione di protesta, ma una grande mobilitazione di responsabilità. Gli agricoltori umbri sono scesi in piazza per difendere il proprio lavoro, ma anche l’ambiente, la qualità del cibo e il futuro delle comunità locali. Senza agricoltura non c’è presidio del territorio e non c’è sviluppo per le aree interne. Oggi chiediamo alla Regione un cambio di passo netto: servono scelte politiche coraggiose, capaci di ridurre la burocrazia, garantire tempi certi nei pagamenti, sostenere le filiere in difficoltà e affrontare con decisione emergenze come fauna selvatica, acqua e manodopera. Difendere il reddito agricolo significa difendere l’economia e l’identità stessa dell’Umbria”.

Sulla stessa linea il Direttore di Coldiretti Umbria, Mario Rossi, che ha sottolineato: “La partecipazione straordinaria alla mobilitazione di oggi dimostra quanto sia forte la preoccupazione del mondo agricolo, ma anche quanto sia forte la volontà delle imprese di continuare a investire e a produrre valore sul territorio. L’agricoltura umbra non chiede assistenzialismo ma politiche pubbliche efficaci e coerenti. Occorre accelerare, sulla semplificazione, sui pagamenti e sui bandi, sostenere davvero le filiere strategiche, rafforzare gli strumenti di gestione del rischio e difendere il suolo agricolo dalla speculazione. Le aziende agricole rappresentano un pilastro dell’economia regionale e un presidio fondamentale per il paesaggio, la sicurezza alimentare e la tutela ambientale: per questo le risposte devono essere all’altezza della sfida. Potremo essere soddisfatti solo al momento di una completa attuazione di quelle priorità che stanno a cuore alle imprese agricole”.

Sul palco in Piazza Italia la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’Assessore regionale all’Agricoltura, Turismo e Aree Interne Simona Meloni, hanno ricevuto il documento mobilitativo dalle mani della Presidente di Coldiretti Perugia e di Coldiretti Terni Anna Chiacchierini e Dominga Cotarella.

“Di agricoltura si deve poter vivere – ha affermato tra l’altro la Presidente Proietti. Grazie al popolo Coldiretti che è tornato in piazza con le sue bandiere: ci siete sempre nelle battaglie vere. Tutto quello che è in nostro potere lo faremo”. “Queste iniziative sono importanti – ha dichiarato l’Assessore Meloni. Faremo tutto il possibile per tutelare l’agricoltura umbra”.