Sedici dipinti disposti in quattro file da quattro, per un Polittico di 3×3 metri. Ogni quadro mantiene una propria autonomia narrativa, ma si collega agli altri, creando un mosaico visivo e concettuale che riflette i legami tra identità, memoria e storia collettiva. Si presenta così
Il titolo della mostra richiama la celebre canzone di Francesco De Gregori: la Storia non è solo dei grandi nomi e degli illustri personaggi, ma nasce dall’esperienza di ciascuno. In noi, a qualunque generazione si appartenga, esiste “l’archivio della memoria”, un luogo segreto, distante nel tempo, che passa attraverso sensazioni lontane, sentimenti e pensieri dimenticati. La ricerca della propria identità attraverso l’esplorazione di mondi sottili e remoti, da rievocare all’interno di sé e nei luoghi dell’anima.
Su questi presupposti è nata l’idea di dipingere un grande polittico che racchiudesse in sé tutto ciò. Un invito alla contemplazione e all’immaginazione, che, al di là di una ricerca personale, consentisse ad ogni spettatore di trovare le proprie storie in ogni stanza, quadro, dettaglio. L’uso delle trasparenze, presenti da anni nella pittura di Querin, ha aiutato l’artista a rendere reali i sentimenti, i pensieri e i ricordi altrimenti non visibili. In ognuno dei sedici dipinti di questo polittico, nulla è rappresentato com’è nella realtà, né le persone né le cose, tutto è materia metafisica e dimensione sognata. Gli interni si fondono con gli esterni, il conscio con l’inconscio, il reale con il simbolico, in dimensioni dove il tempo e le distanze geografiche non esistono.
Il nome “Domino” è quindi emblematico: ogni vita, ogni racconto, è un tassello che si connette agli altri, in un continuo intreccio di esperienze. La composizione di ognuno dei 16 dipinti prosegue in quelli vicini, a fianco, sopra e sotto. Nessun elemento presente nei dipinti è casuale e ogni dipinto, separato dagli altri, vive di composizione propria. Un progetto espositivo di grande impatto visivo, in grado di fornire una efficace rappresentazione dei presupposti che sono alla base dei rapporti identitari.
Oltre al Polittico, nelle altre sale sono esposti i bozzetti che hanno preceduto la realizzazione, per ricreare quindi anche il processo che ha portato al risultato finale e mostrare pertanto anche come ogni quadro possa vivere di vita propria.
Legato all’Umbria, e in particolare alla città di Trevi con la quale l’artista ha una viva appartenenza, l’opera di Querin è arrivata a Foligno dopo essere stata esposta con successo a Roma, in via Veneto, presso la sede culturale dell’Ambasciata argentina in Italia, alla presenza della Ministro degli Affari esteri del Governo argentino, Diana Mondino, di alte cariche del Consolato argentino a Roma, di Deputati, Ambasciatori ed esponenti dell’Ambasciata argentina presso la F.A.O. e la Santa Sede.
