Progetto Artemisia A Perugia una rete territoriale per la salute di genere, l’inclusione e il contrasto alla violenza

Si è tenuta il 20 aprile, nella Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, a Perugia, la conferenza stampa di presentazione del Progetto Artemisia, promosso in sinergia da A.Fa.S. (realtà capofila), Comitato Artemisia, associazione Diritti Solidarietà e Futuro D.S.F. e Comune di Perugia.

All’incontro sono intervenuti Costanza Spera, assessora comunale alle Politiche sociali, pari opportunità, diritto all’abitare, contrasto alle discriminazioni e lotta alle disuguaglianze, promozione di politiche a sostegno delle vittime della violenza di genere, nuove cittadinanze, il dottor Raimondo Cerquiglini, direttore generale A.Fa.S., la dottoressa Sofia Lionetti, presidente del Comitato Artemisia e la dottoressa Ina Varfaj per l’associazione D.S.F..

Il progetto nasce con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi sanitari territoriali del Comune di Perugia, con particolare attenzione alla salute ginecologica e al benessere sessuale, promuovendo inclusione e parità di genere e garantendo servizi accessibili a tutte le persone, senza discriminazioni. Particolare attenzione è rivolta alla tutela dei soggetti più fragili, tra cui donne in condizioni di vulnerabilità legata alla malattia, giovani e persone in difficoltà economiche e sociali. Molte queste patologie, tra l’altro, non sono riconosciute dal sistema sanitario e le donne che ne sono affette devono rivolgersi al privato.

Il Progetto Artemisia intende inoltre sensibilizzare la cittadinanza sui temi della salute sessuale e riproduttiva, contrastando stigma e disinformazione. In questo contesto, viene riconosciuto il ruolo strategico delle farmacie: in alcuni casi, infatti, i farmacisti rappresentano il primo punto di contatto per persone che necessitano di supporto, anche in situazioni di violenza di genere. Grazie anche agli strumenti previsti dalla normativa vigente (come il riferimento alla legge 1522 sugli scontrini), i cittadini possono avviare segnalazioni, chiedere informazioni e trovare un primo orientamento.

L’incontro e la collaborazione tra A.Fa.S. e le associazioni è stato promosso come amministrazione comunale, ha spiegato l’assessora Spera, “per portare a valore la collaborazione tra le realtà del territorio, come fatto anche in altre occasioni, e le farmacie comunali che per noi rappresentano un luogo non solo di erogazioni farmaci, ma soprattutto di erogazione dei servizi e di informazione aperta e accessibile per la cittadinanza”. “In questo caso – ha proseguito – parliamo di salute di genere, delle tante patologie che purtroppo sono legate ai corpi femminili, sulle quali ancora vige un enorme tabù, tanti silenzi, tanti non detti e tanta disinformazione. Grazie a questo progetto sono stati formati farmacisti e farmaciste che potranno, a loro volta, formare in maniera consapevole e approfondita anche la cittadinanza. Inoltre, in questo progetto parleremo anche di violenza di genere, di contrasto alla violenza maschile sulle donne, nella consapevolezza che tutti i luoghi accessibili al pubblico devono essere dei luoghi d’accesso sicuri, dove le donne possano trovare le informazioni giuste per la loro salute, i loro corpi e il loro benessere”.

L’assessora ha inoltre sottolineato il ruolo delle farmacie di servizio come luoghi di prossimità in cui si può fare molto: “Abbiamo la fortuna di avere farmacie comunali a totale gestione pubblica e non sono tante le città che se lo possono permettere”.

Il direttore generale Cerquiglini portando i saluti della dottoressa Sabrina Morosi, presidente A.Fa.S., ha affermato: “Diamo il via oggi a questa nuova campagna sociale e d’informazione a favore soprattutto delle donne vittime di violenza e affette da patologie croniche. Tutto ciò grazie proprio all’input dell’assessora Spera che ha messo insieme due associazioni che si occupano, appunto, di questi importanti argomenti rivolti soprattutto all’universo femminile, dei quali spesso non si parla per una questione di pudore. Una questione purtroppo culturale. Per questo abbiamo voluto accendere questo faro avviando la campagna verso la cittadinanza, avendo prima formato i nostri farmacisti e le nostre farmaciste con gli esperti di queste due associazioni. Quindi possiamo da ora in poi, a pieno titolo, fare incontri con la cittadinanza a tutela sia delle donne affette da patologie croniche che vittime di violenza”. Con questa azione pertanto, per il direttore, le farmacie pubbliche del Comune di Perugia sono “sempre più aderenti ai problemi della comunità, non solo come punti erogatori di medicinali ma anche di servizi, di informazione e di prevenzione”.

Lionetti e Varfaj, presidenti delle due associazioni, hanno ringraziato Comune e A.Fa.S. per averle fatte incontrare e per il supporto dato in ogni passo all’interno di questo progetto di rete e di alleanza.

Successivamente sono state illustrate le principali attività in programma: l’attivazione di percorsi di approfondimento rivolti a farmaciste e farmacisti, finalizzati al supporto nell’assistenza di pazienti con patologie croniche e/o invalidanti del pavimento pelvico e/o vittime di violenza; la realizzazione di giornate di sensibilizzazione per la cittadinanza su salute ginecologica, benessere sessuale, prevenzione e contrasto alla violenza di genere; l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sui servizi territoriali, per monitorare criticità e valorizzare le buone pratiche; la promozione di raccolte solidali di prodotti sanitari e igienici.

Nel corso del 2025 sono già stati realizzati specifici corsi di formazione rivolti al personale A.Fa.S., con l’obiettivo di fornire competenze pratiche nella presa in carico delle persone, nell’orientamento all’ascolto attivo e nella comunicazione empatica.

Il progetto si inserisce in un più ampio percorso dedicato alla salute di genere, puntando su informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sulle patologie femminili, a partire da una prima fase di formazione dei farmacisti. Sono già stati programmati i primi due incontri pubblici: un appuntamento a maggio dedicato alla medicina di genere e un secondo incontro a giugno focalizzato sulle patologie sessualmente trasmissibili.

Il Comitato Artemisia, associazione senza fini di lucro, opera con finalità divulgative e sociali per informare la collettività su vulvodinia, neuropatia del pudendo e altre patologie croniche e invalidanti legate al dolore pelvico, promuovendo al contempo azioni concrete per rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano il diritto alla salute delle pazienti.

L’associazione Diritti Solidarietà e Futuro D.S.F. promuove la salute come bene comune, nella sua dimensione fisica e mentale, individuale e collettiva, con un approccio fondato su evidenze scientifiche, attenzione alla bioetica, contrasto alle disuguaglianze e valorizzazione del benessere anche nella sua dimensione relazionale e sociale.

Il Progetto Artemisia rappresenta così un’importante iniziativa di rete sul territorio, capace di mettere in dialogo istituzioni, professionisti sanitari e associazioni, con l’obiettivo di costruire servizi sempre più accessibili, inclusivi e attenti ai bisogni della comunità.