Ci sono luoghi che non si limitano a ospitare persone, ma che letteralmente “abbracciano la vita”. È questa la sensazione che ha accompagnato gli studenti e le studentesse del quinto anno del Liceo delle Scienze umane di Nocera Umbra durante la visita al Serafico di Assisi, un’esperienza che è andata ben oltre la semplice uscita didattica, trasformandosi in una lezione di umanità a tutto tondo.
Accolti dalla pedagogista dott.ssa Silvia Ilicini e dalle tante figure professionali del centro, gli studenti hanno subito compreso che il motore di questa struttura è il carisma di San Ludovico da Casoria. Non si parla di assistenza astratta, ma di un amore concreto capace di intervenire sulla disabilità con competenza e tenerezza, coerentemente col progetto di vita di ognuno. Al Serafico, il principio cardine è semplice quanto rivoluzionario, da più di centocinquanta anni: riconoscere pari dignità a ogni singola manifestazione della vita, senza distinzioni o gerarchie.
Durante la mattinata, gli studenti e le studentesse hanno potuto visitare i numerosi laboratori e partecipare alle attività, toccando con mano quelle scienze umane studiate quotidianamente sui libri. Hanno così compreso il loro messaggio più profondo, ovvero che ogni individuo ha valore e che ognuno, nel proprio percorso, può lasciare una “traccia” nel mondo. Non importa quanto piccolo o diverso possa apparire un gesto: ogni movimento, suono o sguardo è parte di un dialogo costante e fecondo. Gli utenti — chiamati affettuosamente “i figli”, come vuole la tradizione umbra — hanno dimostrato che la fragilità non è un limite all’esistenza, ma un modo diverso di abitarla.
Ora si torna a scuola con una consapevolezza rinnovata: la vita va custodita nel ventaglio di tutte le sue manifestazioni. Il Serafico non è solo una struttura d’eccellenza del territorio, è una casa che ci ricorda che restare umani significa, prima di tutto, imparare a vedere l’altro.
