Italia-Mongolia – Studiosi di fama internazionali raccolti intorno alla figura di Giovanni da Pian del Carpine” Oggi e domani Magione ospita il convegno sul suo figlio più illustre. Lagetti e Ruggeri: “Siamo chiamati a sostenerne l’eredità storica”

Studiosi di fama internazionale raccolti oggi e domani a Magione, intorno al figlio più illustre di questo territorio, Fra Giovanni da Pian del Carpine. Colui che, come dichiarato dal vicesindaco Vanni Ruggeri in apertura dei lavori, si mise in cammino otto secoli alla volta dell’Oriente “con una pergamena in mano e se ne tornò con un mondo”.

Quel suo viaggio lungo oltre diecimila chilometri verso un mondo ignoto e temuto, fece da apripista successivamente per viaggiatori, missionari, commercianti, esploratori, poiché grazie a lui e ai suoi resoconti il mistero dell’Oriente con il suo terribile fascino fu almeno in parte svelato.

Per tutti questi motivi si ritiene che la figura di Fra Giovanni occupi un posto significativo nella storia universale.

Da qui la scelta di dar vita al convegno internazionale “Eredità e prospettive future negli studi su Fra Giovanni da Pian del Carpine”, che si è aperto questa mattina al nuovo Cinema Carpine e che proseguirà nella giornata di domani sabato 6 giugno.

L’evento è organizzato dal Comune di Magione, dall’Associazione Mongolia Italia di Ulaanbaatar, Università di Scienza e Tecnologia di Ulaanbaatar, Mongolia, in collaborazione con l’Ambasciata della Mongolia in Italia e il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Mongolia, dell’Ambasciata dell’Ungheria in Mongolia e dell’Università per Stranieri di Perugia.

Un convegno dedicato allo studio delle relazioni internazionali nello spazio storico dell’Eurasia nel XIII secolo, offrendo la possibilità di analizzarle da una nuova prospettiva.

Sebbene tra la Mongolia e l’Italia intercorra una storia di 56 anni di relazioni diplomatiche, si ritiene che il primo legame storico risalga al 1245, quando il viaggio di Pian del Carpine raggiunse l’Impero Mongolo portando in Occidente le prime informazioni concrete sulla Mongolia.

In questo senso, il convegno riafferma il valore delle sue testimonianze di viaggio, che occupano un posto significativo nella storia universale, offrendo una nuova prospettiva per comprendere in profondità le relazioni tra Mongolia e Italia.

Il convegno si distingue inoltre per il suo approccio integrato allo studio delle fonti medievali, rilette attraverso strumenti critici e metodologie contemporanee, con un approccio che integra critica delle fonti, analisi comparativa e riflessione sulle dinamiche interculturali.

L’iniziativa viene così considerata un evento di particolare rilievo, capace di valorizzare il significato storico delle prime relazioni diplomatiche e culturali, promuovere la cooperazione tra studiosi, ampliare le reti di ricerca e consolidare le basi teoriche e metodologiche per una nuova interpretazione delle relazioni eurasiatiche del XIII secolo.

In apertura di convegno è intervenuto il sindaco di Magione Massimo Lagetti che ha ricordato come questa evento sia stato preceduto nei mesi scorsi da un altro momento significativo nelle relazioni Italia-Mongolia: la firma a Roma della lettera di intenti tra il Comune lacustre e la regione di Uvurkahangai che vuole aprire la strada alla costituzione di un gemellaggio tra i due territori.

“Noi siamo chiamati – ha commentato Ruggeri – a sostenere l’eredità storica oggi così sfidante di Fra Giovanni. E questo convegno è la prova che il suo straordinario incontro avvenuto otto secoli fa continua ostinatamente a parlarci”.

Di due mondi geograficamente lontani ma destinati a influenzarsi reciprocamente ha parlato Nyamaa Lkhagvajav, presidente dell’Associazione Mongolia-Italia e cittadina onoraria di Magione, che ha sottolineato la valenza non solo storica e culturale ma anche diplomatica del convegno.