Una misura che va ad aggiungersi all’ordinanza regionale già in vigore – aggiunge Coldiretti – che vieta il lavoro nel comparto dalle 12.30 alle ore 16.00 nei giorni con “rischio alto”. Un provvedimento condiviso da Coldiretti Umbria che va nella direzione di conciliare e salvaguardare la salute dei lavoratori e le attività di raccolta.
“Oltre a minacciare i lavoratori, suscitando le prime preoccupazioni pure per i futuri raccolti di mais, girasole, olio e vino, il caldo record – precisa il presidente regionale Coldiretti Albano Agabiti – sta facendo anche salire i costi per le aziende, legati alla necessità di irrigare le colture, con un aggravio reso più pesante dai rincari energetici legati alla guerra in Iran. Ma la tutela della salute viene prima di tutto – prosegue Agabiti – con le imprese agricole che stanno riorganizzando turni e raccolte, dotando i lavoratori del necessario per affrontare al meglio questa fase di grande caldo, una delle conseguenze dirette dei cambiamenti climatici così come lo sono le improvvise e forti precipitazioni”.
“Tra la fine di giugno e il mese di settembre – ricorda Mario Rossi direttore Coldiretti Umbria – arriva a maturazione la gran parte della frutta e della verdura, oltre ai cereali, rendendo indispensabili le operazioni di raccolta. Attività che non possono essere interrotte per lunghi periodi senza compromettere la qualità e la disponibilità dei prodotti, con il rischio di perdite economiche per le aziende agricole e di ripercussioni sugli approvvigionamenti lungo tutta la filiera alimentare fino agli scaffali dei supermercati. Per questo è fondamentale conciliare la tutela della salute dei lavoratori con la necessità di garantire la continuità delle produzioni agricole in una fase cruciale della stagione. Il gran caldo di questi giorni, ci ricorda ancora una volta come l’agricoltura sia tra le attività dove il clima impatta in maniera più decisiva”. “Resta prioritario in quest’ambito – conclude Agabiti – un continuo impegno per garantire acqua alle campagne, sostenere gli investimenti delle imprese e proteggere chi lavora ogni giorno nei campi. Difendere l’agricoltura significa infatti difendere il cibo, il paesaggio e l’economia dei nostri territori”.
