La sede scelta è essa stessa parte viva della narrazione. Eretta tra il XIII e XIV secolo e consacrata nel 1315, la Chiesa monumentale di San Francesco è uno dei più limpidi esempi di gotico italiano della regione. Qui, le opere odierne dialogano in modo speculare con i capolavori del passato, come gli affreschi delle stimmate della bottega di Ottaviano Nelli e di Matteo da Gualdo. L’Assessore alla Cultura Gabriele Bazzucchi mette in luce questa armonia: «Il compito della cultura all’interno di una comunità è quello di creare ponti, di istituire dialoghi apparentemente impossibili e di tradurre il patrimonio del passato in una lingua accessibile alle sensibilità del presente. L’eccellenza tecnica dei maestri odierni non si limitano a ritrarre un soggetto sacro, ma trasforma la tela in una ‘preghiera visiva’».
Il noto collezionista e co-curatore Massimo Caggiano evidenzia invece il ruolo cruciale svolto dal ritorno alla figura in un mondo dominato dall’artificialità: «In un’epoca profondamente segnata dallo smarrimento dell’identità collettiva e dalla proliferazione di immagini artificiali e vuote, prive di un reale vissuto, la pittura, la scultura e la fotografia si riappropriano del loro ruolo originario: porsi come un linguaggio visivo autentico, capace di parlare all’uomo attraverso l’uomo e di riconnettere la carne e il mistero della vita alla dimensione del Divino. L’Arte aperta alla Spiritualità si spoglia di ogni retorica per farsi contemplazione pura e invocazione silenziosa, scoprendo nel volto del fratello più bisognoso la presenza stessa del Creatore.»
L’esposizione affronta la figura di Francesco in modo intimo e radicale. Cesare Biasini Selvaggi, co-curatore dell’evento, sintetizza così la potenza del messaggio francescano filtrato dall’arte contemporanea: «In un’epoca smarrita, san Francesco d’Assisi si leva come un faro accecante di libertà e di autentica trasgressione. È una voce che scardina i silenzi, lanciando una sfida che vibra fino al nostro presente. La mostra si fa racconto e cammino dentro il mutamento della sua «forma-di-vita»: una scelta d’amore in cui l’esistenza si spoglia del superfluo per ritrovare l’interiorità. I pittori e gli scultori raccolti nella penombra della Chiesa monumentale di Gualdo Tadino offrono un’occasione preziosa, una sosta dello spirito per mettersi sulle tracce del Poverello attraverso l’arte contemporanea, lungo un percorso concepito come un viaggio dell’anima.»
Il percorso espositivo si compone di un nucleo eccezionale di ben 28 artisti di rilievo internazionale. La rassegna tocca le corde del dramma e della carne (John Kirby, Elena Castiglia, Samuel Savarese), lo scandalo della spoliazione (Tania Merenda), la fragilità del corpo (Marco Chiuchiarelli) e l’intimità del sacro (Alberto Mingotti, Alberto Gálvez). I colori accesi della natura e la fratellanza cosmica rivivono nelle opere di Felipe Cardeña e Carlos Forns Bada, per farsi silenzio nelle riflessioni liriche di Lorenzo Bonechi, Carlo Bertocci, Stefania Fabrizi, Salvo Russo, Dino Valls e Giulia Laurito. Il mistero bruciante delle Stimmate è affidato alla sensibilità di Lithian Ricci, Gianluca Martucci, Marta Malangone, Paolo Cassarà, Salvatore Alessi, Eleonora Ciroli, Giovanni Stella e Anna Keen, fino al cammino escatologico rievocato da Stefano Di Stasio, Marcello Pezza, Angela Volpi, Livio Scarpella e Giuseppe Bergomi. Un ringraziamento profondo e sentito va a tutti i prestatori che hanno reso possibile questa monumentale convergenza di capolavori, con menzione speciale alla Fondazione Perugia, alla Fondazione Cassa di Risparmio Ascoli Piceno, alla Comunità di Sant’Egidio, e allo stesso Massimo Caggiano, che ha generosamente messo a disposizione opere d’arte provenienti dalla propria collezione privata.
La mostra nel mese di luglio è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, con ingresso libero. I visitatori potranno scoprire inoltre un ricco percorso cittadino, dalla Rocca Flea che domina la città, agli altri musei di archeologia, ceramica, arte e storia, un itinerario unico a pochi passi dalla Chiesa monumentale di San Francesco. Per informazioni è possibile consultare il sito www.polomusealegualdotadino.it
