“Le imprese sostengono il 24,4 per cento dell’intero gettito TARI, pur rappresentando poco più del quattordici per cento delle utenze attive sul territorio”, dichiara il coordinatore Gianni Smacchi. “Nessuno ci ha convocati prima della decisione. Non chiediamo privilegi, chiediamo di partecipare alla discussione su una tassa che paghiamo in prima persona”.
Smacchi segnala anche l’incertezza che pesa sugli imprenditori in questo periodo: “Gli acconti versati sono calcolati sulle tariffe 2025, ma nessuna impresa sa ancora quanto pagherà a dicembre. È una tassa che cresce da anni, in un momento in cui le imprese fanno già i conti con energia e carburanti alle stelle e con una ripresa post pandemia più volte compromessa dalle crisi internazionali. Ogni euro in più per la TARI è un euro tolto agli investimenti e all’occupazione”.
“Chiediamo un tavolo di confronto con l’amministrazione comunale, aperto a tutti i soggetti interessati, per lavorare insieme a una riduzione del costo del servizio nei prossimi anni”, conclude Smacchi
AFAPP
CONFARTIGIANATO IMPRESE PERUGIA
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