Sono 18,7 milioni gli italiani che hanno programmato una vacanza ad agosto, un dato in lieve crescita rispetto allo scorso anno, con molti che puntano a lasciare le città per sfuggire alle ondate di caldo che stanno interessando il Paese. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del grande esodo estivo. Tra chi partirà, la quota maggiore (28%) trascorrerà fuori casa da quattro giorni a una settimana, mentre il 25% resterà in vacanza da una a due settimane. Un altro 13% si concederà invece solo una breve pausa di massimo tre giorni. Nel complesso, la durata media delle ferie degli italiani si attesta sui dieci giorni, secondo Coldiretti/Ixè. Il mare resta la meta preferita dagli italiani, davanti a montagna, campagna, parchi naturali e città d’arte. Le destinazioni nazionali continuano a prevalere: il 28% dei vacanzieri rimarrà nella propria regione, mentre il 61% sceglierà comunque una località italiana. Tra i viaggi oltre confine, l’Europa si conferma la destinazione più gettonata. Per il soggiorno, alberghi e bed & breakfast guidano le preferenze, insieme alle seconde case e alle abitazioni di parenti e amici. Continua però a crescere anche l’interesse per un turismo più sostenibile e legato ai territori, che favorisce gli agriturismi.
“L’agriturismo si conferma una scelta sempre più apprezzata da chi desidera vivere una vacanza autentica, sostenibile e legata ai ritmi della campagna – sottolinea Elena Tortoioli, Presidente Terranostra Umbria, l’associazione agrituristica e ambientale di Coldiretti che raggruppa gli agriturismi della rete di Campagna Amica. A trainare questo trend – spiega Tortoioli – è soprattutto il turismo esperienziale. Accanto all’enoturismo si stanno affermando con sempre maggiore successo anche il birraturismo, l’oleoturismo e gli itinerari dedicati ai formaggi, con attività che permettono di conoscere da vicino le aziende agricole attraverso degustazioni, corsi di cucina, laboratori artigianali e iniziative dedicate al benessere e allo sport all’aria aperta. Il turismo enogastronomico – aggiunge Tortoioli – rappresenta un’opportunità strategica per promuovere le nostre eccellenze agroalimentari e sostenere l’economia delle aree rurali, creando valore e occupazione. Cresce inoltre l’interesse per i cammini rurali, da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo, che consentono di vivere il territorio con un approccio lento, autentico e rispettoso dell’ambiente”.
“In Umbria – ribadisce Elisa Polverini, Vicedirettore Coldiretti Umbria – gli agriturismi rappresentano un punto di riferimento per un turismo esperienziale che valorizza il territorio e le produzioni locali. Dal crescente interesse per il turismo di prossimità, beneficiano le ‘vacanze sostenibili’, con il legame con il territorio tra gli elementi più ricercati dai viaggiatori. Con i dati del turismo in Umbria che continuano a crescere, i nostri agriturismi sono sempre più protagonisti nell’accogliere famiglie e visitatori, offrendo esperienze capaci di coniugare benessere, cultura, natura e qualità dell’agroalimentare regionale”.
L’agriturismo conta in Umbria secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, 1.322 strutture, con 458 dedite alla ristorazione, 396 alla degustazione e 611 ad altre attività. Più di un agriturismo su 5 (233) si trova in montagna, mentre il 45 per cento è gestito da donne. I posti letto sono 21.894, mentre quelli a tavola sono 16.081. Accanto ad alloggio e ristorazione, ma anche alla semplice degustazione, non mancano le attività sportive e naturalistiche suggerite dalle aziende agrituristiche.
