Lo spazio ha fatto da musa per l’arte per secoli, rivelandosi un soggetto tanto onirico quanto esigente. Dall’Astronomo di Vermeer e la Notte Stellata di Van Gogh fino alle fotografie degli astronauti Armstrong e Aldrin, gli artisti hanno catturato l’ignoto e immaginato il futuro dei voli spaziali. Nei primi anni Duemila la collezione di Alessandro Gattuso tratta da Space Times ha inaugurato un nuovo millennio con dipinti, ritratti e illustrazioni dedicati alla cooperazione internazionale, alle guerre spaziali e alle sfide ecologiche della Terra, come il buco dell’ozono in Antartide, trasformando le imprese astronomiche in suggestive astrazioni visive. L’opera di Gattuso accompagna gli spettatori oltre i confini del quotidiano, mettendo al centro il senso di meraviglia e la spinta all’esplorazione. L’opera di Alessandro Gattuso si inserisce in una dimensione profonda della pittura contemporanea, dove l’osservazione del cosmo diventa meditazione filosofica. Influenzato fin dalla giovinezza dai cieli equatoriali, l’artista concentra dagli anni Settanta la sua ricerca sulla trasposizione pittorica dello spazio attraverso la tecnica dell’olio su tela. Accanto alla produzione cosmica, Gattuso vanta un importante impegno nelle rievocazioni storiche italiane, avendo realizzato i drappi del Palio di San Michele Arcangelo 2025 e del Palio del Mercato delle Gaite 2026. Attualmente lavora nel suo studio a Gaifana di Gualdo Tadino, dove esegue anche ritratti e opere su commissione in stile classico, fiammingo, tardo-medievale e icone a fondo oro.
La mostra presso il Centro Culturale Casa Cajani è visitabile a ingresso libero fino al 27 settembre, nei giorni da giovedì a domenica e festivi, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
