Forbes sceglie i cento migliori top manager italiani: l’Umbria ha un solo nome, Luigi Biscarini

Cento nomi, un solo rappresentante dell’industria umbra. Nell’elenco dei top manager italiani del 2026 pubblicato da Forbes compare Luigi Biscarini, direttore generale di Emu Group, la storica azienda di Marsciano che produce arredamento di design per esterni e vende le proprie collezioni in 85 Paesi. Fra amministratori delegati di multinazionali, presidenti di grandi gruppi industriali e dirigenti della finanza, il nome che porta l’Umbria nella selezione arriva da una cittadina di poco più di 18mila abitanti, a sud di Perugia. E da un’impresa che quest’anno compie 75 anni.

La notizia ha un rilievo che supera il riconoscimento personale. Forbes, fondata negli Stati Uniti nel 1917, è una delle testate economico-finanziarie più conosciute al mondo. Le sue classifiche dedicate ai miliardari, alle imprese e ai protagonisti dell’economia sono diventate un riferimento internazionale. La selezione italiana, pubblicata il 13 ottobre 2026 e realizzata con la collaborazione della startup Cogit AI, comprende cento manager di settori molto diversi, dall’industria alla tecnologia, dall’energia alla finanza. I nomi sono disposti in ordine alfabetico, senza posizioni di merito. Non si tratta dunque di una graduatoria dei cento dirigenti più bravi d’Italia, ma di una selezione editoriale firmata da un marchio di grande riconoscibilità.

Nell’elenco figurano, tra gli altri, Emma Marcegaglia, amministratrice delegata di Marcegaglia Holding, Francesca Bellettini, presidente e amministratrice delegata di Gucci, Pasqualino Monti, amministratore delegato e direttore generale di Terna, Gianluca Pavanello, amministratore delegato di Macron, e Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato. Accanto a questi nomi compare quello di Luigi Biscarini. Una presenza particolarmente interessante per una regione nella quale il peso delle piccole imprese è elevato e la capacità di sviluppare marchi industriali internazionali costituisce una questione centrale per l’economia.

Per capire come Emu sia arrivata fin qui bisogna tornare alla Marsciano del dopoguerra. Nel 1951 i fratelli Aldo e Angelo Biscarini, insieme al cognato Dante Menconi, fondarono l’Elettro-Meccanica Umbra. I primi prodotti non erano sedie o tavoli, ma apparati di trasmissione per impieghi militari. I due fratelli avevano maturato esperienza nelle radiotrasmissioni durante la Seconda guerra mondiale; Dante Menconi portava competenze meccaniche. Negli anni Sessanta la produzione cambiò direzione: dal settore elettromeccanico all’arredamento, con una particolare specializzazione nella lavorazione del metallo.

Da quella svolta nacquero prodotti destinati a diventare riconoscibili nel mercato internazionale, come le sedute Rio e Ronda. Il salto successivo riguardò il design. Nel 2005 il fondo L Capital, collegato al gruppo francese del lusso Lvmh, acquisì la maggioranza della società. Emu intensificò le collaborazioni con progettisti di fama internazionale, fra cui Patricia Urquiola, Paola Navone e Rodolfo Dordoni. Nel 2017 la famiglia Biscarini, insieme al management, rilevò il controllo dell’intera azienda.

Luigi Biscarini ha costruito il proprio percorso professionale all’interno di questa evoluzione industriale. Già nel 2019 ricopriva il ruolo di direttore commerciale e marketing, con responsabilità legate al posizionamento del marchio e ai mercati. Oggi, come direttore generale, partecipa alla guida di una realtà che combina produzione industriale, progettazione, distribuzione internazionale e rapporti con il mondo dell’architettura. La sua carriera documentata racconta il passaggio dalla gestione commerciale alla direzione generale, in un settore nel quale il prodotto deve essere insieme durevole, funzionale e riconoscibile.

Intervistato nel 2026 dalla rivista specializzata Interni, Biscarini ha insistito soprattutto su un punto: la tradizione della lavorazione del metallo non deve impedire l’innovazione. Per Emu significa conservare competenze artigianali e industriali, introducendo al tempo stesso nuove tecnologie nella progettazione e nei processi produttivi. La competitività del marchio si gioca anche su questo rapporto fra conoscenze accumulate e capacità di aggiornamento.

Oggi il gruppo opera in 85 Paesi e produce oltre 450mila unità all’anno, trasformando circa 3.800 tonnellate di materie prime. Nel giugno 2026 la società, presieduta da Vittorio Biscarini, ha nominato Giuseppe Ruozzo amministratore delegato, rafforzando la struttura manageriale in una fase di ulteriore sviluppo internazionale. È un assetto nel quale la continuità della famiglia fondatrice convive con l’ingresso di professionalità esterne.

La scelta di Forbes arriva dunque nell’anno del settantacinquesimo anniversario dell’azienda. E interessa direttamente anche il sistema produttivo regionale: Emu mantiene a Marsciano le proprie radici industriali, mentre i suoi prodotti raggiungono mercati nei quali la provenienza umbra conta meno della qualità del progetto, dell’affidabilità del marchio e della capacità di rispondere a clienti internazionali.

Per Luigi Biscarini, l’inserimento fra i cento manager selezionati da Forbes rappresenta un riconoscimento personale. Per Emu, una nuova occasione di visibilità. La società continua intanto a lavorare sulle collezioni destinate ai mercati residenziali e dell’ospitalità, dove l’arredamento per esterni è ormai parte integrante dei progetti di architettura e degli investimenti delle strutture ricettive.