Nella mattinata del 16 aprile 2024, è stato istituito a Perugia il
Tavolo regionale sull’Automotive organizzato dall’assessore allo
sviluppo economico Francesco De Rebotti insieme alle parti
datoriali e sociali.
L’assessore, che ha accolto le istanze sindacali, ha sottolineato come
la Giunta regionale intenda ragionare su questo tema ponendo al
centro la concertazione. Nello specifico, poi, ha evidenziato come le
politiche europee potrebbero cambiare rotta nel settore, adottando
anche nuove tecnologie legate al motore endotermico.
L’analisi del tavolo tecnico si è concentrata sulla valutazione
dell’impatto della trasformazione dell’industria automobilistica e
del relativo indotto. A tal fine, sarebbero necessari strumenti di
supporto agli investimenti per la eventuale riconversione della
filiera e la salvaguardia dei posti di lavoro, oltre a misure regionali
per incentivare investimenti materiali e immateriali in ambito di
ricerca e sviluppo, consulenza, beni strumentali e formazione.
In modo particolare come Cisl Umbria, Fim Cisl e Femca Cisl,
approvando e sostenendo il metodo di lavoro adottato, ritengono di sottolineare quanto segue:
Costruire percorsi di Premialità/incentivazione tramite accordi
sindacali per aziende che vogliono crescere o mantenere le
quote di mercato, investendo nel settore automotive, anche
con riqualificazione del proprio Core Business;
Creare e promuovere il distretto Automotive Made in Umbria
con Certificazioni di qualità e incentivi per chi investe in
Umbria;
Incentivare la formazione Upskilling e Reskilling certificata e
condivisa con le organizzazioni sindacali, promuovendo nuove
figure professionali attrattive;
Promuovere con azioni condivise una transizione giusta che
accompagni i cambiamenti produttivi attraverso la tutela e il
sostegno a lavoratori e imprese;
Prevedere ammortizzatori sociali aggiuntivi rispetto a quelli di
legge (modello cassa integrazione in deroga e mobili
Prevedere ammortizzatori sociali aggiuntivi rispetto a quelli di
legge (modello cassa integrazione in deroga e mobilità in
deroga), per non lasciare indietro nessuno, in modo particolare
i lavoratori somministrati.
Il tutto deve essere collocato all’interno di una visione di modello di
sviluppo umbro che possa finalmente parlare di come rendere
attrattivo anche dal punto di vista industriale questo territorio.
Serve un Patto per il lavoro che tenga conto del clima e della
digitalizzazione
